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Interferenze: Deviazioni sonore

I toscani Interferenze sono armati di feroci synth e samplers e chitarre agguerrite e vogliono affermarsi come gruppo di rottura in una scena musicale che ritengono carente in un certo senso. Approfondiamo con Luca, addetto a campionamenti e tastiere, questi concetti.

Luca, Interferenze allora. E più che un semplice monicker per la band sembrerebbe una vera e propria dichiarazione di intenti, siete d’accordo?
Hai decisamente fatto centro! Interferenze è nato dalla nostra esigenza di ascoltatori, più che di musicisti, di colmare un vuoto che percepivamo a livello sonoro/linguistico nel nostro panorama musicale. Rottura di schemi ed equilibri, provocazione, imprevedibilità, convivenza di elementi apparentemente non compatibili o in contrasto tra loro: sono queste le componenti che animano questo progetto. È questo ciò che vogliamo proporre: la riscoperta della canzone con l’aggiunta di elementi di disturbo, di sonorità estreme, stridenti. Contrasti molto forti all’interno di tutto il disco. Provare, o meglio ascoltare, per credere!

Qual è il background della band e dei suoi componenti?
Entrambi siamo molto legati alla scena post-punk, new wave e glam che ha caratterizzato gli anni a cavallo tra i ’70 e gli ’80. Duran Duran, David Bowie, The Cure, Japan, Depeche Mode, Kraftwerk, Joy Division, Gary Numan hanno sicuramente contribuito profondamente alla nostra formazione musicale e al nostro modo di vedere la musica. Ciascuno di noi ha poi le sue deviazioni, Jac si spinge verso lande caratterizzate dal rock ed il metal più estremo mentre io sono più orientato verso la scena elettronica e noise.

Siete d’accordo con il punto di vista da noi espresso in sede di recensione che vi vede legati indissolubilmente allo stile di Trent Reznor e i suoi NIN?
Essere legati indissolubilmente a Trent Reznor è eccessivo e limitante. Credo che Trent Reznor sia una delle personalità più innovative e influenti della scena musicale degli ultimi 20 anni e chiunque oggi faccia un certo tipo di musica non può che annoverarlo tra i propri punti di riferimento. Per quanto ci riguarda non possiamo negare l’influenza dei NIN, così come non neghiamo quella degli artisti di cui parlavamo qualche riga sopra. La sentiamo però più come una influenza filosofica, nel modo di approcciare la composizione e nella voglia di sperimentare, innovare e rinnovarsi ad ogni occasione. Per il resto i paragoni lasciano sempre un po’ il tempo che trovano. La verità è che in noi convivono molte anime che quando siamo in fase compositiva lasciamo libere di possederci e abusare di noi. Il risultato è questa perversa creatura musicale di nome Interferenze.

Parlaci della vostra attività live. Avete altri musicisti che vi accompagnano nel portare la vostra musica onstage?
Il live è per noi un momento molto importante, l’occasione di confrontarci con il pubblico ed è molto spesso la prova del nove per la resa dei brani..
Rispetto allo studio abbiamo un approccio meno perfezionista e molto più istintivo e ruvido nonostante un massiccio uso di elettronica. Ogni esibizione non è mai uguale alla precedente. Attualmente non abbiamo musicisti che ci accompagnano ma ti possiamo dire che lo spazio che occupiamo sul palco è equivalente a quello di una band tradizionale, tanta è la mole di strumentazione che portiamo con noi.

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La proposta di un secondo CD con alcuni vostri brani ricantati in inglese è mirata ad un’eventuale apertura internazionale o è da considerarsi esperimento a sé stante visto che il disco intero è cantato in italiano?
Il disco è nato in italiano ed è stato distribuito digitalmente a partire dal 2009. Dal feedback ricevuto abbiamo visto che, nonostante la lingua, alcuni brani hanno riscosso un notevole successo anche all’estero. Avevamo avuto un po’ il sentore di questa cosa anche l’anno precedente l’uscita del disco, quando avevamo avuto l’occasione di andare in tour nell’est europa ed essere stati molto ben accolti da pubblico e critica.
Abbiamo deciso pertanto all’inizio del 2010 di pubblicare un EP contenente la versione inglese dei 5 brani che avevano riscontrato maggiormente il consenso del pubblico più una cover. A marzo infine è uscito doppio CD che racchiude su supporto fisico entrambi i lavori.

Particolare la vostra rivisitazione di un classico dell’hard rock come “Immigrant Song” dei Led Zeppelin. È un’ideale trait d’union tra due modi di vedere il rock in due diversi millenni o un semplice omaggio?
La scelta di “Immigrant Song” è nata quasi per gioco, è stata una sorta di sfida nella quale abbiamo voluto cimentarci. Abbiamo scelto un classico di una delle band più famose e influenti del pianeta ma al tempo stesso molto distante dal nostro mondo sonoro. L’abbiamo destrutturata e spogliata delle sue caratteristiche principali, come il riff di chitarra o la cassa di batteria, e l’abbiamo riletta a modo nostro. Il risultato è stato un brano che musicalmente potrebbe benissimo appartenere alla nostra produzione. Inoltre nella seconda parte abbiamo voluto citare anche un altro classico degli anni ’70, questa volta pescando dal mondo dell’elettronica, ovvero “Trans Europe Express” dei Kraftwerk.

Il vostro primo lavoro è autoprodotto. Si sta muovendo qualcosa in tal senso nel mondo degli Interferenze?
Siamo molto soddisfatti del lavoro svolto fino ad ora. Non senza sacrifici siamo riusciti a far uscire questo disco che rappresenta ciò che siamo oggi. Stiamo lavorando con un team di persone molto capaci e determinate, coadiuvate dalla nostra manager Camilla Di Biagio di 360gradiproduzioni e qualcosa si sta muovendo. Tuttavia non escludiamo anche per il prossimo lavoro, che già è in cantiere, di proseguire sulla strada della autoproduzione. Fortunatamente abbiamo uno studio tutto a nostra disposizione, dove ci diletteremo a giocare con l’analogico ed il digitale. Oggi, dato lo stato in cui versa la discografia attuale, è spesso la soluzione migliore per gli artisti che vogliono esprimersi liberi dai cliché che il mercato e l’industria musicale impongono.

Concludete come volete.
Vi ringraziamo per lo spazio che ci avete concesso e invitiamo i vostri lettori a fare una visita sul nostro sito. Potrete trovare tutte le ultime novità e accedere a una sezione members da cui scaricare liberamente del materiale audio e video molto interessante!

Non rimane pertanto che aspettare l’evolversi di questo dinamico duo elettronico.

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