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Intermediari: giustizia è fatta!

Ricordate quando abbiamo parlato del film “About Elly”?
In sintesi, un giudice romano aveva condannato Yahoo! a rimuovere, dal proprio motore di ricerca, tutti i link ai siti pirata che consentivano la visione in streaming o il download di tale film. Il ricorso d’urgenza era stato presentato dalla Open Gate, società che detiene i diritti di distribuzione della pellicola iraniana nel nostro paese. Con buona pace del principio di neutralità dell’intermediario.

Peraltro, non essendo stati indicati, dal ricorrente, gli indirizzi pirata, il compito della cancellazione si presentava quanto meno arduo e dispendioso per il motore di ricerca americano.

Ma Yahoo! ha presentato reclamo. Questa volta, il collegio, chiamato a decidere di nuovo sulla diatriba, ha capovolto le sorti del giudizio, escludendo ogni responsabilità per l’Internet Service Provider.

I principi enucleati nella sentenza, uscita da poche settimane, sono i seguenti:

a) L’intermediario non può essere responsabile delle condotte poste in essere dagli utenti della rete. Ciò infatti equivarrebbe a creare nel nostro Paese – pur senza un’espressa menzione legislativa – una nuova fattispecie di responsabilità oggettiva, quando invece queste forme di imputazione delle altrui condotte possono essere solo quelle previste espressamente dalla legge (come nel caso dei genitori per il fatto dei figli minori).

b) Colui che chiede la rimozione dei contenuti lesivi del diritto d’autore ha anche un onere della prova: deve cioè indicare, ad uno ad uno, tutti i link che asserisce essere illeciti. Non può, invece, come era avvenuto nel caso di specie, limitarsi a fare una generica e complessiva denuncia nei confronti di “dieci milioni di link”, lasciando poi alla parte convenuta l’obbligo di individuarli singolarmente e cancellarli. È infatti principio del nostro processo civile imporre l’onere della prova del fatto illecito su colui che intraprende la causa.

c) In ultimo, il tribunale afferma un principio di portata innovativa, che ci auguriamo sia seguito dalla futura giurisprudenza in materia di libertà digitali. Il bilanciamento tra interessi dei titolari dei diritti d’autore e gli intermediari deve assicurare “il rispetto delle esigenze di promozione e tutela della libera circolazione dei servizi della società dell’informazione“. Il che equivale a dire: voi fatevi le guerre che volete, ma non toccate le libertà digitali della rete, che sono ormai diritti inviolabili.

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