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Interpol al Rock In Roma 2015: report live e scaletta

Il PostePay Rock In Roma 2015 è giunto al suo penultimo appuntamento e ieri, 2 settembre 2015, è stata la volta degli Interpol.
La band di New York, attiva dal 1998, si è affermata negli anni come una delle più influenti componenti dell’Indie Rock e a partire dagli esordi di Turn On The Bright Lights (2002) fino al recente El Pintor (2015) ha saputo riscrivere le regole del suo genere.
A riscaldare l’atmosfera, già particolarmente afosa di suo in realtà, ci hanno pensato gli About Wayne, band romana, ma dalle sonorità internazionali. Sul palco hanno svolto sicuramente un ottimo lavoro: energici e distorti, molto personali nello stile e adatti alla serata.

Terminato il cambio palco dobbiamo aspettare ancora qualche minuto prima dell’ingresso degli headliner. Sono le 22:15 e finalmente si accendono le intense luci rosse puntate sulle mani simbolo dell’ultimo album, ed è il segnale che il concerto sta iniziando; la band fa il suo ingresso in scena e alla presenza di Paul Banks e Daniel Kessler, rispettivamente voce e chitarra, il pubblico esplode in un sonoro scroscio di applausi. Le prime note sono quelle di Say Hello To The Angels e a seguire Anywhere uno dei singoli estratti da El Pintor. Al di là dell’aspetto da broker di wall street gli Interpol sprigionano una grande energia, solida e vibrante. Banks nel suo portamento sul palco è naturalmente carismatico; Kessler agita il corpo e le gambe come un ballerino, ma in giacca e cravatta e con indosso una Gretsch.
Le chitarre nel corso delle canzoni si intrecciano in accordi e riff melodici con la raffinatezza unica che da sempre contraddistingue gli Interpol, mentre le ritmiche sono decise ed energiche.  Così, si passa dalla movimentata “Narc” alla più recente “My Blue Supreme” le cui sonorità incantano e fanno ondeggiare i corpi rapiti dalla musica.
Se le chitarre sono uno degli elementi caratteristici degli Interpol, la colonna portante anche dal vivo è, indubbiamente, la voce così particolare e di Paul Banks: severa, profonda e decisa; è travolgente in brani come Everything Is Wrong e sognante in Take You On Cruise, in cui il contrasto con le chitarre è uno dei più suggestivi della loro intera discografia.

Dopo aver introdotto al pubblico la band, Kessler arpeggia le prime note di Pioneer To The Falls e l’esecuzione è magistrale, un brano la cui solennità e bellezza arriva dritta al cuore del pubblico estasiato e immobile. L’incanto non dura tanto, perché torniamo ad agitarci con la ritmica e coinvolgente Slow Hands seguita da PDA, prima della pausa.

E’ passata poco più di un’ora e Banks e colleghi tornano sul palco con la brutta notizia che, a causa di un malore del batterista, avranno modo di suonare un solo brano in più. Così, salutano il loro pubblico con Leif Erikson, nostalgico brano di chiusura del loro primo album.

Già di per sé abbiamo l’impressione che le cose belle durino poco, figuriamoci quando durano poco seriamente. Il concerto è volato, ma è stato perfetto. Il pubblico, in fin dei conti, soddisfatto. Gli Interpol, come sempre, elegantissimi.

 

Scaletta degli Interpol al Rock In Roma 2015
1-Say Hello To Angels
2-Anywhere
3-Narc
4-My Blue Supreme
5-Evil
6-Length Of Love
7-Rest My Chemistry
8-Everything Is Wrong
9-The New
10-Take You On A Cruise
11-C’Mere/My Desire
12-Pioneer To The Falls
13-Slow Hands
14-PDA
Encore
15-Leif Erikson

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