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Intervista a La Luz: “Più gruppi al femminile”

La Luz è una band tutta al femminile di Seattle e suonano un genere tra il surf rock, il noir e il doo-hop. Il 7 agosto di quest’anno è uscito il loro primo full lenght album intitolato Weirdo Shrine prodotto da Ty Segall in California. Le La Luz in questo momento sono in tour per l’Europa e il 2 e il 3 ottobre si sono esibite in Italia, a Brescia e Bologna. In occasione della loro permanenza nel nostro Paese noi di LoudVision ci siamo messi in contatto con la band e abbiamo scambiato due parole con Shana Cleveland per conoscerle meglio. Ecco l’intervista.

Ciao, qui LoudVision ! Com’è andato il concerto di Bologna ieri sera ?

Benissimo, il concerto è stato molto cool.

Questa non è la vostra prima volta in Italia, o sbaglio ?
No, hai ragione. siamo venute per due date circa un anno fa.

Ok, parliamo del vostro ultimo album: Weirdo Shrine. Vorrei sapere qualcosa sul vostro stile, così particolare. Il disco è pieno di tastiere anni ’60, chitarre surf e anche una certa malinconia di fondo come in Sleep Till They Die, il primo brano. Qual è stata e da dove proviene la vostra ispirazione ? C’è un artista che ha contribuito a creare in maniera significativa questo sound?

Abbiamo molte fonti di ispirazione, è impossibile citare un solo artista. Diciamo che la nostra principale ispirazione è il Rock’n’Roll. Tra i grandi del passato ci piace molto Tina Turner e tra gli artisti contemporanei una band californiana in particolare: Shannon and The Clams.

Ho letto che siete tutte e quattro di Seattle..

Si, è vero!

Ogni città ha una sua potente influenza, un suo peculiare impatto, sull’espressione artistica e sul suo modo di creare la musica. Pensate che Seattle abbia avuto su di voi un’influenza di qualche tipo ?

Sicuramente. Se cresci in una città come Seattle con la passione per la musica è difficile non imbracciare uno strumento e iniziare a suonare. E’ piena di talenti e di artisti di strada, ci sono tantissimi negozi di dischi. La musica, il Rock’n’Roll, è un po’ ovunque e questo ha sicuramente contribuito a fare di noi quello che siamo.

Sapete, qui in Italia non ci sono molti gruppi di sole donne che girano il paese in tour. Mi chiedevo, secondo voi può essere più complicato ?

In America no, non è più complicato. E’ sicuramente più fico direi! Dovrebbero esserci più gruppi al femminile in generale, anche in Italia.

Passando al vostro ultimo lavoro, cosa significa il termine Weirdo Shrine, letteralmente “strano santuario”?

Diciamo che rappresenta il santuario che l’uomo costruisce in risposta alla paura.

Di che paura parli ?

La paura, un po’ in generale, l’idea di paura di ogni uomo.

E Weirdo Shrine è nato a Seattle, ma è stato registrato in California vero?

Si in California con il contributo di Ty Segall.

Raccontaci come è nata questa collaborazione e che ruolo ha avuto nella nascita del vostro album Ty Segall.

Ty è stato fondamentale. E’ un grande artista e abbiamo avuto la fortuna di aprire i suoi concerti negli Stati Uniti. Ha preso confidenza con il nostro modo di suonare e le nostre canzoni così il processo di produzione con lui è stato molto naturale.

Come sono nati i brani di Weirdo Shrine?

In tour e in sala. Ognuna di noi ha portato le sue ispirazioni al gruppo che poi ha lavorato sulle idee interessanti trasformandole in canzoni.

Ho letto ottime recensioni del vostro album ovunque, anche PItchfork ne ha parlato molto bene. Il futuro delle La Luz sembra luminoso! Che programmi avete ?

Per ora portare avanti il nostro tour. Abbiamo ancora molte date in Europa prima di tornare negli Stati Uniti; siamo state molto concentrate sull’album per cui è importate ora suonare dal vivo.

Perfetto, i nostri migliori auguri. Tornate presto in Italia!

Volentieri!

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