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Intervista a Rares: “Volevo provare a fare le cose come si facevano una volta”

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“Curriculum Vitae” è il titolo dell’album di esordio di Rares pubblicato il 6 marzo 2020 per Needn’t.
Un lavoro autobiografico “al 99%”, un vero e proprio viaggio tra le emozioni, in cui protagonista assoluta è la vita quotidiana. Sentimenti, traumi, speranze e sogni vengono raccontati a cuore aperto. Raccontati su un sound “essenziale”, tanto da suonare quasi come se fosse stato registrato in una take unica.

Di questo e di molto altro ancora abbiamo parlato in questa piacevole intervista.

“Curriculum Vitae” è il tuo album d’esordio. Racconta sentimenti, traumi, speranze e sogni… Quanto è autobiografico?

99 per cento! 🙂

Undici brani compongono l’album. Tutti “essenziali”. In un’epoca in cui il digitale la fa da padrone, la tua è una scelta riconducibile alla valorizzazione della parola, del testo?

No, volevo solo provare a fare le cose come si facevano una volta.

Il brano secondo me più interessante è “Mamma Banane”. Il messaggio è che alla fine, anche dopo la più spaventosa delle tempeste, torna sempre il sereno?

Non lo so, non ha una morale super positiva come pezzo. Però se poi in fondo sa di buono, io sono contento.

Facciamo un passo indietro. Come e quando ti sei avvicinato alla musica?

Da piccolinoinoino, con la chitarra di papà sulle gambe, a Birlad credo (campagna rumena). O forse è un flash di una cosa che non è mai avvenuta, sai quelle cose che ti inventi e solidifichi negli anni; chiederò ai miei.

A marzo del 2019 hai vinto la prima edizione di Freschissimo (contest dedicato ai talenti dell’Emilia-Romagna) che ti ha permesso di suonare a settembre al festival bolognese Tutto Molto Bello. Come ricordi di quell’esperienza? Cosa ricordi con un sorriso?

Esperienza molto bella, con finale pesantissimo; avevo suonato male, ero convinto di aver perso. Sono andato a prendermi una cosa da bere e sono uscito con le cuffiette a sentire la musica. Ero brillo, emotivo e tristissimo. Poi, alla fine, è andata bene. Ricordo bello, i Sobeast (gruppo spaziale che è in gara anche quest’anno) che a fine serata mi hanno regalato una maglietta e una loro cassetta.  Che bomba.

Ci sono artisti giovani (come te) nella scena musicale italiana che apprezzi maggiormente?

È pieno di giovani bravi che fanno cose in italia, e non so bene da dove partire, ci sono un tanti strati e substrati / scene. Io sono abbastanza fortunato da lavorare con delle persone delle quali spero si sentirà molto parlare. Giuseppe Vio, i Denoise, Acqua Distillata per citarne alcuni.

Tornando a “Curriculum Vitae”… Il lavoro si apre con “Spalle Più”, il terzo singolo estratto che ne ha anticipato l’uscita. Come mai hai scelto proprio brano, insieme a “Io Non Ho Parole In Più” e “Calma”?

Perché è incisivo e gli voglio bene. Ha quell’inizio che sa proprio di inizio, no? E poi è stato il primo fra tutti quelli del disco, ha fatto da papà al mood generale.

Una parola che ho sentito spesso, in diversi brani è “bambino”. È una scelta voluta, oppure casuale?

Non mi ero mai reso conto. Sono qui che provo a pensare a quante volte e dove puoi averlo sentito, ma faccio fatica. Comunque è casuale (più che casuale forse subconscio). Mi sono accorto anche della ricorrenza della parola più (io non ho parole in più, spalle più, vene più, e calma che una volta si chiamava dammene un po’ di più). Non lo so, buffo però.

Quali sono i tuoi progetti futuri? Ci sarà (appena la situazione attuale lo permetterà ovviamente) un tour? 

Il tour doveva partire ma è stato cancellato. Appena si può si parte a suonare le canzoni sicuramente. Spero si possa fare presto, e spero di avere belle notizie asap. Il posto che tengo più d’occhio è ig, @raresmusica.

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