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Festival del Film di Roma 2014 — Intervista ad Alessandro Genovesi, regista di Soap Opera

Al Festival Internazionale del Film di Roma (16 – 25 ottobre 2014) abbiamo incontrato Alessandro Genovesi, regista del film di apertura “Soap Opera” (qui la nostra recensione).

Del cast fanno parte Fabio De Luigi, Cristiana Capotondi, Ricky Memphis, Chiara Francini, Elisa Sednaoui, Ale e Franz, Caterina Guzzanti e Diego Abatantuono.

Ciao Alessandro! La neve e la scenografia così “finte” di “Soap Opera” mi hanno fatto venire in mente uno di quei souvenir che, se scossi, sembra che riproducano la neve. Scelte volute?
Un po’ sì. C’era una volontà precisa perché il film è stato realizzato come le soap opera, che sono soprattutto girate negli interni e in mono-location. Non sono particolarmente amante del realismo e quando vado al cinema voglio vedere mondi diversi e originalità, cose che poi riporto nei miei lavori. Il realismo, però, lo pretendo nella recitazione degli attori.

La scelta di usare come set Cinecittà, dove è stato anche girato “Gangs of New York” di Martin Scorsese, come è nata?
Avevamo bisogno di grandi spazi e un teatro intero dove costruire tutto. Cinecittà è l’ideale. Poi era impensabile bloccare una grande via e cospargerla di neve.

Come è nata l’idea del film?
Sette anni fa scrissi la storia e la pensai per il teatro. Doveva essere uno spettacolo suddiviso in quattro parti, come puntate di una soap opera da vedere separatamente. Oggi la serialità è comune anche nei teatri ma non so se ce la porterei, anche perché avrebbe dei costi troppo alti.

Ci sono delle parti che hai dovuto rivedere, per adattarle agli attori?
Il film è cambiato molto rispetto al copione teatrale. Molte dinamiche sono cambiate e le ho adattate agli attori che avevo.

Gli attori hanno mai improvvisato? Con un cast così brillante, che vanta tra gli altri Abatantuono e De Luigi, quanto è stato difficile resistere alle risate?
C’era un copione e gli attori lo hanno rispettato. Anche se, come di consueto, alcune volte hanno anche proposto idee interessanti, che abbiamo discusso insieme. Girare è un bellissimo modo di passare le giornate e poi siamo tutti amici anche al di fuori del set. Con molti di loro ho lavorato anche in passato. Il film è stato girato in 7 settimane con un budget non altissimo, e il set ha dei tempi ristrettissimi da rispettare.

Hai progetti per il futuro che puoi anticipare?
Ho finito proprio venerdì di girare un film con Claudio Bisio e Valentina Lodovini, il cui titolo provvisorio è “Ma che bella sorpresa” e dovrebbe uscire a febbraio dell’anno prossimo. È stato girato a Cinecittà e a Napoli, ambientato nel capoluogo campano. È per il cinema, ma non posso dire di più.

Per Fortuna ci sono registi come te che fanno rivivere Cinecittà. Hai visto Tomas Milian? Ti sei fatto un selfie con lui?
Purtroppo non ci sono riuscito. Però lo apprezzo molto e ha un look molto diverso. L’ultima volta, al cinema, l’ho visto in Traffic, bellissimo film.

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