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Intervista ai Lacuna Coil, il metal sul palco del Primo Maggio 2015

Qualche attimo prima della loro esibizione sul palco del Concertone del Primo Maggio 2015 a Roma, abbiamo scambiato due chiacchiere con Cristina Scabbia, voce femminile dei Lacuna Coil. Cristina ama interagire con i propri fan e ci ha rivelato che in alternativa alla cantante avrebbe voluto fare la cuoca.

Ecco cosa ci siamo detti!

Sei molto attiva sulla pagina Facebook, condividi spesso tutte le foto che ti fanno. È una scelta?

È una scelta anche perché curo io la pagina, non c’è una segretaria o un ufficio stampa che si occupa dei social. Mi piace avere il controllo totale di quello che posto, dei messaggi che vengono scritti. In realtà mi espongo tanto, ma non sul mio privato. Nel senso che mi piace rendere partecipi i fan di quello che facciamo in quanto gruppo, e anche in quanto persona. Cerco di non toccare mai le mie amicizie, di non parlare della mia famiglia e dei miei rapporti sentimentali. Perché quella è la sfera che non voglio che sia intaccata, anche perché penso che non ci sia la necessità da parte dei miei fan di sapere esattamente cosa faccio nel mio privato.

Per il resto, non ho nessun problema. Mi è capitato di postare video in cui mostro le cose che ho in casa, o le mie collezioni di oggetti messi insieme durante i vari tour. Mi piace avere una comunicazione molto stretta con i fan. Ho iniziato da poco a usare un’app che permette di fare dei brodcasting, quindi delle dirette live, e la trovo molto carina perché è come fare una connessione via skype con il mondo, anche con persone sconosciute che possono avere la possibilità di avvicinarsi a te come gruppo. Mi chiedo come faccio ad avere tempo di fare tutto… Ma trovare due minuti per connettersi e postare una foto non è poi così difficile. E vedo che ai fan fa piacere. Quindi fa piacere anche a me.

Che brani porterete sul palco del Primo Maggio?

Stasera faremo “Trip The Darkness”, “Die & Rise” e “Our Thuth”. Ogni gruppo ha poco tempo a disposizione.

Come è avvenuta la selezione?

Non te lo so dire. Per noi è molto difficile selezionare i pezzi. Ci sono dei brani che sono considerati dei classici dai nostri fan, però ce ne sono altri che possono essere più o meno adatti all’evento. “Trip The Darkness” è andato molto bene in tv, sui social e che quindi, bene o male, chi conosce i Lacuna Coil conosce anche il brano. “Die & Rise” è un pezzo molto tirato, e ho anche intenzione di far saltare la gente, di farli muovere. Sono venuti a vedere noi, ma noi vogliamo vedere loro.

E poi concluderemo con “Our Thuth”, anche quello un bel pezzo che farà muovere. Mi auguro! Noi ci muoveremo sicuro.

Tra l’altro voi siete conosciuti più all’estero che in Italia. Come cambia il pubblico nei vostri concerti? Ci sono differenze quando vi esibite all’estero rispetto all’Italia?

In realtà il nostro pubblico medio è molto eterogeneo. Non è un pubblico di soli metallari o di soli ascoltatori di rock. È un pubblico molto aperto mentalmente, aperto alle varie influenze. Un po’ come siamo noi. Abbiamo una radice rock metal, certo, ma ci piace incorporare diverse sonorità. Abbiamo spesso usato dei vocalizzi arabi o elementi più pop, con musicalità diverse dal classico rock metal. Forse la differenza più grande è che qua in Italia il rock metal ha meno spazio rispetto al resto del mondo in cui è un genere musicale amato e rispettato alla pari degli altri, o anche di più. Qui è un po’ più difficile, ma sono sicura che pian piano ci arriveremo. L’Italia ha più bisogno di tempo per digerirlo.

Di donne nel metal poi non ce ne sono molte!

Quando abbiamo iniziato c’erano veramente pochi gruppi con la voce femminile, ma anche questo è un tabù ormai ampiamente superato. Io non ho mai pensato a Cristina come cantante femminile nel panorama metal, ma ho sempre pensato a Cristina cantante. Non mi sono mai posta il problema. Non ho sentito mai nessuna pressione o tensione in quanto donna. La musica non ha genere sessuale, c’è spazio per tutti.

Quanta importanza ha ancora il Concerto del Primo Maggio?

Per noi è importante perché, al di là del significato storico della manifestazione in sé e della giornata del Primo Maggio, rappresenta una sorta di riconoscimento. Ricevere un invito a far parte di una cosa del genere significa che anche noi siamo riconosciuti come gruppo italiano internazionale. Anche essere in scaletta in tarda serata per noi significa molto. Siamo veramente contenti e onorati di essere qui quest’anno.

È ancora possibile vivere di musica?

Non è più facile come una volta. Nel senso che non ci sono più gli stessi budget. C’è molta più concorrenza perché fino a non moltissimo tempo fa non esisteva Internet, non esistevano i social. Adesso si può produrre un album anche nel salotto di casa propria. Una volta era necessario uno studio dove andare a registrare i tuoi pezzi e metterli insieme. Il mercato ora è molto più intasato. Noi siamo fortunati perché avendo iniziato prima i nostri fan sono tantissimi e quelli che ci seguivano continuano ancora oggi. E naturalmente ne abbiamo trovati anche di nuovi. Non è così facile vivere di musica. Non è vero che il musicista è automaticamente miliardario e ha la villa con piscina. Assolutamente no.

E se non fossi stata Cristina dei Lacuna Coil chi saresti stata?

Non lo so, probabilmente qualcosa di legato sempre al mondo dell’arte e della creatività. Anche la cuoca, perché no? C’è molta creatività nella cucina, mi piace mangiare e mi piace anche cucinare. Forse la cuoca!

E comunque, in caso di bisogno, qualsiasi lavoro mi sarebbe andato bene. Mi piace lavorare. Mi è sempre piaciuto da quando ho finito la scuola. E quindi se anche dovessi smettere domani inizierei a lavorare senza nessun problema.

Adesso quali saranno i vostri prossimi progetti?

Stiamo scrivendo l’album nuovo. Faremo un concerto in Belgio dopo quello di stasera, poi in Inghilterra. Infine ci concentreremo sul nuovo album. Questa è la priorità assoluta dell’anno. Faremo qualche data in Italia, tante sono ancora da annunciare.

E per la partecipazione al Download Festival avete già preparato qualcosa?

Abbiamo già una scaletta. Lì ci sentiamo un po’ a casa perché ormai sarà la quinta volta che suoniamo lì. Ci conosciamo anche con gli altri gruppi in scaletta. Più che un festival musicale per noi è quasi un campeggio.

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