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INTERVISTA – Irene Grandi, Finalmente Io: “Mi sento a mio agio”

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Ieri sera si è esibita tra i primi 12 Big in gara alla settantesima edizione del Festival di Sanremo con il brano “Finalmente Io”. Giovedì 6 febbraio la vedremo duettare con Bobo Rondelli. Irene Grandi è rimasta la rockettara di sempre, ha soltanto rafforzato le proprie radici.

Quando sei sul palco e dici “Finalmente io”, cosa vuoi trasmetterci?
La mia forza, attraverso questa canzone sento che mi arriva una bella adrenalina e che è contagiosa.
È proprio la descrizione del momento, o di chiunque viva la propria passione. Il momento in cui non si pensa al domani, al passato, agli errori, ma si  vive il presente e ci si sente realizzati.

L’anno scorso festeggiato i tuoi 25 anni di carriera con il disco di “Grandissimo” che vanta della collaborazione con le due artiste siciliane Levante e Carmen Consoli? Cosa ti piace di loro?

La grinta di entrambe. La loro originalità. Hanno un loro linguaggio, una loro poetica profonda, irriverente, che scava nell’anima e dà delle risposte. Entrambe si pongono quelle domande esistenziali, cosa che a me piace a volte nella musica. Grazie alle note musicali arrivano dei messaggi che ti fanno avvicinare alla consapevolezza. La Toscana e la Sicilia sono accumunate dall’importanza che viene data alla lingua, alla parola.

Hai avuto modo di partecipare alla realizzazione del brano o l’hai ricevuto già confezionato?
Il pezzo era già ben confezionato (testi e melodia), ma l’arrangiamento pop rock andava costruito. Abbiamo lavorato insieme a Celso Valli su una batteria elettronica, archi che accompagnano la sinfonia e le chitarre acustiche. Nella realizzazione c’è stato un bel confronto, e anche un momento di condivisione con Vasco. Per me è stato un arricchimento. Poi quando interpreto una canzone, diventa anche un po’ mia, non avverto la distanza rispetto l’autore. Mi sento a mio agio.

Sei a tuo agio anche sul Palco dell’Ariston?

Forse è stato anche l’onore di aprirlo che mi ha tranquillizzata.

Da ” La tua ragazza sempre” a oggi sono cambiate tante cose. Cosa si è evoluto in te?
Nella prima, quindi parliamo del 2020, c’era più la voglia di piacere a qualcuno (forse un po’ più rivolta agli uomini), adesso c’è molta più voglia di piacersi da sola.

Domani sera toccherà ai duetti e tu canterai “La musica è finita” con Bobo Rondelli. Come mai proprio lui?

Secondo me le nostre due voci si sposano veramente bene. Una scelta molto azzeccata.

Quali ingredienti un po’ più rock ti senti di consigliare a una donna?
Trovare i nostri punti forza, quello che ci piace, e nel caso andarlo a cercare e coltivarne il talento.
La conoscenza di sé è lo studio di una vita. Bisogna prima capire le nostre vere passioni.

Tre fermo immagine della tua brillante carriera?
Per primo penso a “La tua ragazza sempre”, una sintesi di quel periodo lì: la donna rockettara, un po’ irriverente, forte e allo stesso tempo femminile. Un altro è l’ aver avuto l’opportunità di cantare l’amore puro con un grande della musica, Pino Daniele. Questo è stato importante per me. Per finire, “Un Vento Senza Nome” che ho cantato al Festival, una canzone un po’ ambigua, che effettivamente poi ognuno ha interpretato come voleva. Una conferma della mia creatività.

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