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INTERVISTA | Le Vibrazioni: “La canzone deve essere un abbraccio”

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Dopo la serata cover dove la band meneghina ha scelto di esibirsi con il brano di Anna Oxa “Un’emozione da poco”, Le Vibrazioni ci parlano un po’ del loro brano “Dov’è“.

Da dove nasce l’esigenza di scrivere un testo così bello?
Possono accadere delle situazioni difficili nella vita. E quando accade bisogna reagire. Spesso non siamo preparati ad affrontare le sofferenze. Le mente trova dei modi più semplici per risolvere, ma il problema non lo affronta, lo mette solo da parte. Passi la vita a rincorrere qualcosa che non otterrai, insomma. La felicità è sapersi accettare col dolore.

C’è stata un’evoluzione rispetto alle prime Le Vibrazioni?

C’è sempre quel modo di scrivere e di lavorare tanto in sala prove. Siamo in un’epoca in cui non c’è più tempo di ascoltare musica, nessuno fa più il disco. Per noi invece è stra-importante, e ci siamo adattati ai tempi. È viscerale il rapporto che abbiamo con la musica e abbiamo fatto singoli per ogni stagione.

Dobbiamo ringraziarvi per averci portato Vessicchio…

È stato un onore portarlo. Riteniamo sia uno dei più competenti e una vera rockstar. La serata è stata emozionante anche per noi.

Cosa ti lega alla canzone di Anna Oxa che hai scelto di portare ieri sera sul palco dell’Ariston?

Mia madre la cantava sempre, ecco perché c’ero così legato. “Un’emozione da poco” chiude una parentesi poi. Quella del dolore che dobbiamo affrontare.

C’è mai stato un momento di vuoto creativo?

Più che vuoto c’è un rallentamento. Finisci nelle sabbie mobili, perché alcune situazioni lavorative ti fanno passare l’entusiasmo. Noi siamo sensibili a questo e quindi ne abbiamo risentito.

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