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Intervista a Peter Cincotti, da Silvio Muccino al set di House Of Cards

Peter Cincotti continua a cementare il suo rapporto artistico col Bel Paese: non solo scrive canzoni dedicate all’Italia, ma torna a collaborare con nomi dello spettacolo nostrano.

Stavolta si tratta di Silvio Muccino, che per la colonna sonora di “Le Leggi Del Desiderio” (la nostra recensione qui) ha voluto proprio l’artista newyorchese, scelto per la sua capacità di rievocare i grandi classici del songbook americano «con un sapore attuale».

Ma Peter, ormai lo sappiamo, ama essere attivo su più fronti: dall’ultima volta che abbiamo parlato con lui, è stato alle prese non solo con la citata colonna sonora, ma anche con un nuovo cd, un nuovo musical e il set di “House Of Cards”. E di tutto questo ci ha raccontato nell’intervista… Ma prima che leggiate finalmente cosa ci ha detto, ecco qualche fun facts per fare chiarezza su alcuni punti:

  • Peter aveva già composto musica per il cinema, quando ha scritto la bellissima “December Boys”, canzone dei titoli di coda dell’omonimo film indipendente del 2007 con Daniel Radcliffe;
  • Aveva già lavorato con Kevin Spacey nel film “Beyond the Sea” (2004), biografia del crooner Bobby Darin. I due sono rimasti in contatto, e da qualche parte in rete potreste scovare video di loro esibizioni dal vivo in tv;
  • Per il suo prossimo album ha scelto la via del crowdfunding. Vi avevamo spiegato tutto qui. Pur avendo raggiunto l’obiettivo è ancora possibile acquistare i contenuti elencati nella pagina dedicata.
  • L’intervistatrice ha intenzionalmente interpretato come “faccina sorridente” l’uso altrimenti inspiegabile dei due punti e parentesi tonda nel mezzo di una risposta del cantante. Perché calzava a pennello. Sulla veridicità di tutto il resto è pronta a risponderne con la vita.

Parliamo un po’ del tuo lavoro con Silvio Muccino per la colonna sonora di “Le Leggi Del Desiderio”. Come è nata la vostra collaborazione per questo progetto?

Beh, lui mi ha chiamato e mi ha chiesto se fossi interessato al progetto, e lo ero. L’idea di scrivere canzoni su misura per le sue scene e i suoi personaggi mi allettava, e ha permesso che venissero alla luce pezzi che altrimenti non sarebbero mai stati scritti.

Questa musica sembra più vicina a quella dei tuoi primi album: è stata una richiesta specifica del regista? Al momento di comporre ti eri già fatto un’idea del film oppure ti sei affidato unicamente alle indicazioni di Muccino?

Avevo una buona idea del film, e mi veniva fornito il materiale più recente non appena veniva creato. Per quanto riguarda lo stile e il genere, sì, Silvio mi ha dato un’idea del sound che voleva per certe scene, ma a parte ciò, ha lasciato che me ne occupassi io. Ho davvero apprezzato la sua fiducia, perché mi ha permesso di guardare le scene ed esplorare idee musicali in libertà, senza limitazioni di sorta. Sono felice che queste idee corrispondessero alla sua visione.

L’ultima volta che hai composto musica per un film risale a circa dieci anni fa, per “December Boys”, e si trattava di una sola canzone. In che modo è cambiato l’approccio questa volta? È stato diverso rispetto al comporre tutta la musica delle tue produzioni teatrali?

L’unica somiglianza sta nel fatto che scrivevo sempre per adattarmi ad una storia estranea, che non era mia. A parte questo, l’intero processo è stato differente perché ho composto, arrangiato e prodotto ogni singolo pezzo, il che non solo ha richiesto più tempo, ma ogni fase del processo ha influenzato le altre. La produzione ha condizionato la stesura, la stesura ha influito sulla produzione, i testi influenzano la strumentazione, e viceversa, etc.

Insomma, è stata un’esperienza stimolante? L’ultima volta che ci siamo visti raccontavi di come sei solito lavorare a più progetti contemporaneamente: la stesura di queste canzoni ha avuto ripercussioni sul resto del tuo lavoro, e in che modo? Pensi che scriverai ancora per il cinema?

Sì, è stata certamente un’esperienza molto stimolante e di sicuro spero di lavorare ancora per il cinema. Scrivere per questo film ha avuto un impatto sui miei altri progetti, particolarmente a livello di produzione, visto che sono nel mezzo della fase di registrazione del mio prossimo album, “A Long Way From Home”, ed effettivamente il film ha ispirato alcune nuove idee.

Pensi di includere alcune di queste canzoni nei tuoi live?

Immagino dipenda dallo show e dal luogo, ma di certo sarebbero divertenti da suonare. Vedremo cosa succederà!

Parliamo ora della tua musica da solista: di recente hai pubblicato foto dagli studi di registrazione, come va col nuovo album?

Sta andando alla grande, e in verità ci sono alcune canzoni che ho scritto specificamente per l’Italia. Spero di pubblicare un singolo molto presto.

Per il nuovo album hai scelto la strada del crowdfunding con PledgeMusic: Si tratta di una svolta inaspettata nella tua carriera, in un certo modo toglie il controllo a te per affidarlo a… noi! È stato un successo, ma non ti è mai capitato di temere che fosse troppo rischioso?

Ho solo pensato che fosse il momento giusto per “cambiare le cose”. E poi la tecnologia ha ormai cambiato la vecchia maniera di fare musica. Oltretutto, i miei fan — specialmente quelli italiani :) — sono la ragione dei miei successi e del mio “sostentamento” finora, quindi l’idea che potessero essere partner nella realizzazione del mio prossimo album era molto eccitante e valeva ogni rischio.

Sei tornato a collaborare con tua sorella per il teatro: che ci dici di quel “rifugio per scrittori” menzionato su Instagram (o magari anche di quelle foto alcoliche, pure quelle piuttosto interessanti)?

Io e mia sorella al momento stiamo lavorando al nostro secondo musical, e questo è un altro progetto davvero emozionante per me. Sarà del tutto diverso dal mio album. E per quanto riguarda il rifugio per scrittori e le “foto alcoliche”: a volte una vodka o tre hanno il potere di far fluire l’estro creativo.

Per quando possiamo aspettarci l’uscita dell’album? E un tour live?

Tutto molto presto. Potete controllare i miei profili Facebook, Twitter e il sito web per ogni notizia riguardante l’album, e ovviamente potete unirvi a me su pledgemusic.com/petercincotti per essere parte del processo ed ottenere l’accesso a contenuti esclusivi “dietro le quinte”.

Cambiando completamente discorso: Sanremo. Ti è per caso capitato di seguirlo un po’ quest’anno?

Sfortunatamente l’ho perso quest’anno! Ero occupato a scrivere per Silvio Muccino!

In questi giorni il mondo intero sta guardando l’ultima stagione di “House Of Cards”, e nel terzo episodio compari tu. È un capitolo notevole, con il duello tra due attori estremamente talentuosi quali Kevin Spacey e Lars Mikkelsen, e la fenomenale Robin Wright. Come è stato tornare sul set con Kevin Spacey dopo tanto tempo, e come ci si sente ad interpretare se stessi?

Comparire in “House Of Cards” è stato divertentissimo. Cantare di nuovo con Kevin è stato grandioso, e sedere accanto Robin Wright è stato ancora meglio.

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