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  • Invisigoth: Narcotica

    Invisigoth

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Prog per pochi

È proprio di fronte a dischi come “Narcotica”, partorito dalla (geniale?) mente del duo Cage – Viggo Domino, altrimenti noto come Invisigoth, che la capacità di giudizio si sospende, affogando in un’inondazione di pensieri intricati e dissonanti.
Un panorama prog rock infarcito di qualsivoglia influenza, eccezion fatta quasi esclusivamente per la frangia estremista, che si nasconde (o si svela) dietro a virtuosismi sonori esteticamente gratificanti. Apertura e chiusura dell’album sono affidate a quattro composizioni denominate “Dark Highway” in cui vengono esplorate soluzioni musicali originali ed inaspettate, all’insegna della sperimentazione e del connubio tra rock, darkwave, elettronica, pop e quant’altro. Una ricerca compositiva che segue percorsi battuti in passato da nomi altisonanti quali Pink Floyd e più di recente da band come Porcupine Tree o in parte anche dai Pain Of Salvation di “Scarsick”, i cui esiti però non brillano per la medesima continuità ed organicità. Nel caso di “Narcotica” il pregevole intento risente un po’ di quell’intellettualismo gratuito che trova terreno fertile tra poche élite dal palato estremamente raffinato.
Complessivamente il lavoro è di eccellente fattura, i suoni sono ottimi e ispirati, le canzoni sono lunghe e molto articolate, le potenzialità sviscerate fino al midollo.
Peccato solamente che il tutto rimanga un discorso per pochi.

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