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Iohosemprevoglia: Libido ben indirizzata

Silvio, Vittorio, Onny.
Ci avevano convinti con il loro LP omonimo.
Ora, il trio proveniente da Monopoli – quella vera, mica parliamo di giochi da tavola – si svela per quel che è con la schiettezza e l’ironia a sé connaturate.

Salve a voi tutti!
Vi andrebbe di rispondere a qualche domanda a qualche mese di distanza dall’uscita di “Iohosemprevoglia” (oddio, questa è già una domanda!)?

Non lo so, fammici pensare un paio di mesi! *sorride virtualmente*

Innanzitutto, da dove è saltato fuori il nome del vostro gruppo? Ha per caso a che fare con qualche doppiosenso? Sì, ci piace essere maliziosi.
Eravamo stufi che sbagliassero a pronunciare il nostro vecchio nome, che era un acronimo “IHSV”, con le stesse lettere iniziali di quello attuale, ma con un significato molto diverso che non vi sto a spiegare (pensate a INPS, HISV, HIV ecc.). Quindi, un paio d’anni fa – credo, forse di più – in una delle solite serate senza pretese decidemmo finalmente di tramutare il nome in quello che poi è oggi, da un’idea che ci fu data da Mogol in persona.
Volete essere maliziosi? Siatelo pure… Il nome si adatta a qualsiasi ‘voglia’ della vita. Io, ad esempio, ho sempre voglia di rispondere alle vostre domande e così via!

Le vostre canzoni da cosa sono ispirate principalmente?
Per quanto riguarda i testi dei brani, cerchiamo di ironizzare principalmente su storie di vita quotidiana.

L’ironia, per l’appunto, è il vostro punto di forza: pensate che sia un solido mezzo per affrontare la realtà oppure vi piace utilizzarla per un semplice scopo d’intrattenimento? Se la vostra risposta fosse la prima opzione, vorreste fare qualche considerazione (anche ironica) sul presente del nostro paese e magari sul lato prettamente politico nei confronti della cultura?
L’ironia è il solo mezzo per affrontare la realtà, in particolare in un Paese dove qualsiasi accenno ad essa viene represso. Il presente della nostra nazione è assente, ingiustificato e “dimezzato”… Non aggiungo altro!

Elencate tre cose di cui non avreste potuto fare a meno per irrompere nel mondo della musica.
Mah, penso Internet, un disco e un po’ di fattore C- non è mai abbastanza!

Che futuro vedete per la musica alternativa ed indipendente in Italia?
Mhm… Perché, esiste ancora musica che si possa definire alternativa? Penso che con l’avvento della rete e dei vari peer-to-peer non esista più come genere, semplicemente per il fatto che con un paio di click si può trovare sul pc musica da tutto il mondo e di tutti i tipi. Siamo stati globalizzati anche in questo, ormai! Probabilmente il vero mainstream oggi (e forse è solo una moda momentanea) è il ‘circuito alternativo’ – leggete pure come ‘fare roba strana perché fa figo’!
Indipendente è un’altra cosa. Finché ci sarà qualcuno che investe ci saranno progetti indie, certo sempre che non se li facciano soffiare da qualche major (beh, devono campare pure loro). Forse ci vorrebbe maggiore diversificazione nella proposta musicale delle produzioni indie; molti suonano un po’ troppo egualmente ad altri. Almeno, a mio parere!

C’è qualche band che voi ammirate e che appartiene a tale ambito? Se sì, per quale motivo?
Certamente i Marta Sui Tubi, perché si tratta di un progetto forte, sincero e costruito con tanta, tantissima gavetta. Un po’ ci rivediamo in loro, a dir la verità.

Domanda finale (apparentemente insensata): forse non siete grandi appassionati di cinema, ma se foste un film, quale sareste e perché?
Silvio: “American Beauty” (Mendes): perché bisogna godersi ogni attimo di vita!
Vittorio: “I Colori Dell’Anima – Modigliani”: perché i colori sono folli di energia e capaci di profondità. Proprio come gli Iohosemprevoglia!
Onny: “Ecce Bombo” (Moretti): perché nell’apparente assurdo si cela la risposta. Il problema è sempre la domanda!

Ebbene, la tortura è terminata.
Quando volete… Anzi, quando potete! *ci fanno l’occhiolino, sempre virtualmente*

Grazie a voi per la cortesia!

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