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  • Ion: Immaculada

    Ion

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Il ricredersi

Vi ricordate un gruppetto non troppo sconosciuto, di nome Anathema, che si addentrò nei meandri del doom metal nei primi anni novanta? Se sì, rimembrate ancora una delle menti che si celavano dietro alla composizione musicale e testuale dei pezzi? Ebbene, Duncan Patterson è tornato sotto nuove spoglie, in qualità di compositore folk dalle tinte cosmopolite.

“Ion” in gaelico, antica lingua d’Irlanda, significa “puro”, così come vuole essere pura l’armonia complessiva che si muove nel corso dei soli otto brani, i quali spaziano dalle atmosfere arabeggianti di “Temptation” agli strumenti a corde di paesaggi celtici descritti dalla sinfonia di “Invidia”.
Il disco riserva belle sorprese, specialmente per chi ha pazienza.

I fan degli Anathema potrebbero ricredersi sulla propria cattiveria metallosa e convertirsi all’agio e alla tranquillità di ciò che l’artista di Liverpool è riuscito a destreggiare nelle sue stesse mani.
I suoni della natura, alternati all’artificio della sinfonia umana, si intrecciano talvolta alla voce femminile che parla in lingue arcane; in altri momenti, invece, si abbandonano al semplice scorrere delle note sul pentagramma.
Un disco che incanta ed emoziona, senza eccessive pretese.

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