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Iotatola: Dallo studio classico al Rock

Dopo una serie di rinvii dovuti a varie impegni reciprochi, io, Serena Ganci e Simona Norato siamo riuscite a vederci e ci troviamo sedute all’interno dell’Atelier Montevergini. Il duo palermitano noto come Iotatola è stato in giro per l’Italia per promuovere il loro ultimo disco, “Divento Viola”, ma finalmente possiamo farci una bella chiacchierata.

Per prima cosa, benvenute su Loudvision! Mi piacerebbe iniziare domandandovi quali sono state le vostre formazioni musicali dato che ho letto che provenite entrambe da due realtà differenti. Parlatemene.
Serena
: Io ho una formazione classica avendo studiato inizialmente al conservatorio di Palermo. Dopo anni, sono partita per Parigi emi sono iscritta alla scuola di Jazz. Durante la mia permanenza parigina ho avuto modo di poter suonare con molti musicisti del luogo e, nell’ultimo periodo a ho potuto scrivere e incidere un disco, coi brani per gran parte in dialetto siciliano.
Simona
: Anch’io ho studiato in conservatorio. Dopo aver preso il “licenzino” di solfeggio, mi sono iscritta all’università, perché in fondo il mio sogno era quello di fare il medico, quindi mollai il conservatorio, e mi buttai nello studio.

E l’approdo al rock?
Serena
: I Pastense risalgono ai miei 18 anni! Tornata da Parigi mi sono dedicata al jazz e in quel periodo incontrai Simona. L’amore per il rock è stato sempre dentro di me. Ogni qual volta veniva recensito un concerto dei Pastense o fatta un’intervista venivo descritta come una cantante jazz che “sbatte i piedi sul palco”.
Simona
: Al secondo anno di università un mio amico, nonché cantautore, mi chiese se volevo far parte di una cover band di autrici, dalla Morissette alla Consoli etc. etc. In quel periodo dicevo ancora che avrei fatto il medico, ma ovviamente, pian piano, la musica prese il sopravvento. Dopo qualche anno iniziai a scrivere musica, perché volevo che qualcuno suonasse finalmente pezzi miei. Riuscii a formare la band “F-Male Croix” con cui ho suonato per circa 7 anni. Dopo questi vari esperimenti e il periodo di transizione con i Famelika, sono riuscita a stabilirmi con due progetti: uno è “Dimartino”, nato nel 2008, e l’altro è le “Iotatola”, nate nel 2010.

A Palermo è semplice conoscersi, ma tu Serena sei stata fuori per parecchio tempo. In quale occasione vi siete conosciute e avete deciso di proseguire su una strada comune?
Serena
: Simona in realtà la conoscevo di vista già con il progetto F-Male Croix, ma non c’eravamo mai presentate. Dopo il mio rientro a Palermo le chiesi di ascoltare i miei brani e le piacquero anche se erano molto poco rock, infatti Simona esordì dicendo: “bisogna sporcarli un po'”. Si può anche dire che il progetto Iotatola ha portato in pochissimo tempo dei risultati sorprendenti.

Se vi dico dagli anni 40 agli anni 80, cosa vi viene subito in mente senza pensarci? Dove vi collochereste? Il vostro stile è frutto di un mix musicale?
Simona
: Io mi collocherei tra gli anni 40 e 50, ma, avrei voluto vivere negli anni 60 con tutti gli scontenti sociali di quell’epoca. Per me le Iotatola possono essere definite un mix temporale.
Serena
: Io anche mi colloco nel dopo guerra, ma c’è lo stile punk degli anni 80 che mi appartiene tantissimo.

Ho letto che il significato del nome del gruppo ” Iotatola” significa “io da sola” detto da una bambina, non è che questa bambina incarna, in realtà, un concetto di emancipazione “quasi” femminista?
Simona
: Femminista no, femminile si! In realtà è una scuola di pensiero autonomo, che auguriamo a tutti! Ci piaceva che questa frase fosse stata detta da una bambina che già all’età di 4 anni voleva essere autonoma. Ma una cosa in più che non ho mai detto è che questo nome io l’avevo scelto per me, per poter proseguire sola nella mia carriera da musicista, in seguito è arrivata Serena.
Serena
: La cosa che ci piace, inoltre, è che questo nome è al singolare, infatti noi due formiamo un’unica creatura, in totale simbiosi l’una con l’altra!

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La fase di lavorazione dei brani vi vede insieme? O, in base al momento creativo, realizzate i lavori ognuna con dei compiti specifici?
Simona
: Riguardo ai brani sappi che, almeno finora, ogni brano ha una sua “Maternità”, ci sono cioè brani miei e brani di Serena. Di recente, però, abbiamo cominciato a sperimentare di più la scrittura a quattro mani, almeno per la parte musicale. I testi invece mantengono sempre quella maternità di cui parlo sopra.

Serena qual è il brano del cd al quale sei più affezionata, e perché? Simona qual è il brano del disco che più ti rappresenta, e perché?
Serena
: Il brano che più mi rappresenta intimamente è “Marta In Pantofole”, invece musicalmente è il “Principe Azzurro”.
Simona
: Il brano che mi rappresenta intimamente è “Giuralo Mario”, gli altri invece sono, anche autobiografici, ma tendenti al fantastico o, in alcuni casi, si rivolgono a qualcun’altro.

Qual è il vostro rapporto con Palermo? Che ne pensate di questi movimenti artistici palermitani? Non credete che a volte siano un po’ troppo esclusivi?
Simona
: Non posso che essere felice ogni volta che nasce un collettivo artistico che unisce gente e che fa nascere belle iniziative, perché per me la cultura cura tutto, poi in particolar modo non posso che parlare bene dell’Arsenale che è l’associazione culturale di cui noi facciamo parte. È vero che c’è un po’ di snobismo tra gli artisti ma, purtroppo, se non si è così non si va avanti, l’importante è crederci.

Su quali progetti futuri vi vedremo impegnate nell’anno nuovo? Incisione di un nuovo cd?
Serena e Simona
: Siamo in fase di scrittura, stiamo provando brani nuovi. In parallelo a Febbraio continuerà il tour che toccherà quasi tutta l’Italia, durante o alla fine del tour faremo una data anche qua a Palermo, però questa volta vogliamo fare qualcosa di diverso, non il solito concerto ma un vero e proprio “Evento Iotatola”.

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