Home > Recensioni > Ipnotica: Nulla Si Muove
  • Ipnotica: Nulla Si Muove

    Ipnotica

    Loudvision:
    Lettori:

Eppur si muove…

Gli Ipnotica nascono nel 2001 in una piccola località vicino a Nuoro, nel cuore della Sardegna. Dopo due demo, due anni di performance live e alcuni cambi di formazione, nel 2004 decidono di trasferirsi a Firenze, forti delle conferme ottenute dal pubblico e lì, nel 2006, vede la luce “Babilonia”, il primo album della band che segna il passaggio ad una nuova fase caratterizzata da un sound più maturo e da testi più intensi ed elaborati.

Questa evoluzione stilistica e musicale è ancora più evidente nel nuovo auto-prodotto “Nulla Si Muove”: dieci tracce in cui le sfumature elettroniche si fondono con riff rock e noise per dare vita a un suono corposo e fresco allo stesso tempo.
I brani che compongono l’album risultano complessivamente molto intimisti e riflessivi, si prenda “Inequivocabile” o l’impronunciabile “Rhynchocyon Udzungwensis”, e si alternano armoniosamente a momenti più potenti e fragorosi come in “Gianni Fa Burp” e “Pulsar”, dove la voce di di Elias Goddi si fa strozzata, aspra e il suono è a tratti graffiante.

Come ci racconta Francesco Brotzu, chitarra, synth e sampling della band, “L’album nasce in un periodo particolare, un periodo in cui sia la nostra vita privata sia la dimensione sociale appaiono sature, ferme e senza evoluzione. ‘Nulla Si Muove’ rappresenta quindi la paura di non avere futuro, l’immobilità del presente e la quiete prima della tempesta”.

Preceduto dal singolo “Ona”, incalzante brano dedicato ad una donna appartenente ad un popolo della Terra Del Fuoco massacrato senza pietà dopo l’arrivo dei coloni bianchi, “Nulla Si Muove” non è ancora fruibile dal grande pubblico, singolo a parte. La band sta infatti valutando una serie di proposte alternative per la commercializzazione e la distribuzione dell’album. Passo successivo sarà poi l’organizzazione di una serie di live show per presentarsi on stage.

Scroll To Top