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Irish Film Festa 2016 – I cortometraggi

All’appuntamento col cinema irlandese dell’Irish Film Festa (7 – 10 aprile 2016 alla Casa del Cinema di Roma) non poteva mancare un’accurata e indicativa selezione di cortometraggi.

Il cinema irlandese, nemmeno nella forma breve, o in mano agli autori più giovani accenna segni di stanchezza.

Nella selezione di quest’anno la poesia, l’originalità, l’impegno e persino il ‘genere’ trovano adeguata rappresentazione, sia fra i dieci cortometraggi live action che fra i cinque animati. Fuori concorso anche i nove cortometraggi del progetto After ‘16, celebrativi del centenario dell’insurrezione di Pasqua, tema portante di questa edizione della Festa.

I vincitori, premiati da una giuria di quattro critici cinematografici, sono stati: “Wait” di Audrey O’Reilly per la categoria live-action, e “Violet” di Maurice Joyce fra i corti animati.

“Wait” è una storia di ricongiungimento fra padre e figlio: il primo ancorato alle tradizioni, il secondo vittima della frenesia dei tempi moderni; galeotto sarà l’allevamento di piccioni del padre.

“Violet” è il desolante ma incisivo racconto di formazione della ragazzina protagonista, un’adolescente insicura che si vedrà prendere il posto dal suo riflesso nello specchio, più spigliato e scanzonato. In animazione tradizionale disegnata, e narrato da Aiden Gillen (Ditocorto in “Il trono di spade”) in rima. Sul sito ufficiale c’è un’intervista all’autore Maurice Joyce, presente anche alla Festa per ritirare il suo premio.

Vale la pena di segnalare anche tanti degli altri cortometraggi in concorso, come “Love Is a Sting” di Vincent Gallagher (teaser), con la voce narrante di Ciarán Hinds (anche lui, come tanti grandi attori irlandesi, visto anche ne “Il trono di spade”, nel ruolo di Mance Rayder), scritto da Benjamin Cleary, che poco più di un mese fa ha vinto un Oscar con il cortometraggio inglese “Stutterer”, e con protagonista Sean T. Ó Meallaigh, presente alla Festa come interprete anche della docu-fiction “1916 Seachtar na Casca” e del western irlandese “An Klondike” (la nostra recensione qui).

unhinged

Fotogramma da “Unhinged” (2015)

E ancora il breve ma follemente divertente “Unhinged” (clip), dell’animatore Tom Caulfield (già animatore di importanti film europei e anche disneyiani); l’intenso e commovente “How Was Your Day?” (clip), dove Eileen Walsh (“Magdalene”) interpreta una madre depressa per una figlia disabile; uno dei corti candidati all’edizione degli Oscar 2015 “Boogaloo and Graham” (on demand) storia di due bambini nella turbolenta Belfast degli anni ‘70, diretto da Michael Lennox; “Insulin” scritto da Stephen Fingleton e parte dello stesso universo post-apocalittico del suo lungometraggio “The Survivalist”, anch’esso presente alla Festa; e “Waterlilies” (trailer), un sorprendente corto documentario che gioca con riprese subacquee, intervista anziane frequentatrici di una piscina, e dispensa racconti perduti e perle di saggezza in preda a una quasi ipnotica sospensione sensoriale.

Immagine da "Waterlilies" (2015)

Immagine da “Waterlilies” (2014)

Vale la pena citare anche uno dei bellissimi corti del programma fuori concorso “After ‘16”, voluti e prodotti dall’iperattiva Irish Film Board, in particolare “My Life For Ireland” di Kieron J. Walsh (trailer), racconto autoironico ambientato nella settimana dell’Easter Rising del 1916, dove un giovane indipendentista, non riuscendo a raggiungere Dublino in tempo, tenta di occupare l’ufficio postale di un piccolo villaggio sulla strada.

Immagine da "My Life for Ireland" (2016)

Immagine da “My Life for Ireland” (2016)

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