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  • Iron Mask: Shadow Of The Red Baron

    Iron Mask

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Lazzaro rimanga dov’è!

Buttato fuori dal mercato ormai da anni, il neoclassic metal tenta, con Dushan Petrossi, un ultimo afflato di vita. Ma il terzo lavoro del belga, oltre a ripetere sé stesso, non può fare. Con tutti i pregi e i difetti che una release di questo tipo può comportare.
Petrossi tenta anche la carta del guest, Lars Eric Mattsson, per spostare l’accento sulla H di hero. Ma, a poco vale parlare di prestazioni motorie, se poi si incanala sempre per gli stessi viottoli di paese.

Una tacca inferiore rispetto al precedente “Hordes Of The Brave”, l’album, privo di particolari accelerazioni epiche, scopre la tenda sui suoi più intimi difetti: carenza di idee (palesata peraltro dalla sua essenziale brevità) e linearità delle strutture. E ciò a dispetto anche di quelle poche idee che, in un altro contesto, avrebbero potuto scuotere.
Ma la domanda è un’altra: perché si persevera a voler resuscitare i morti?

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Contro

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