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  • Iron & Wine: Kiss Each Other Clean

    Iron & Wine

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Barbasam

A Samuel Beam piace la Carolina del Sud perché ci è nato. A Samuel Beam piace nascondersi dietro lo pseudonimo Iron & Wine quando fa musica. Ma soprattutto, a Samuel Beam piace nascondersi dietro un barbone che Garibaldi a vederlo si metterebbe in un angolino per la vergogna.

Il quarto LP del cantautore indie folk statunitense mantiene la struttura dei precedenti, se non per il fatto che si percepisce con mano – oltre che con padiglione acustico – la maturità raggiuntissima. Le liriche delle dieci canzoni sono genuine poesie che parlano di cose semplici, quotidiane, senza pretese; un po’ come faceva Pascoli, la naturalezza che si camuffa in qualcosa di sublime.

Soltanto che qui entrano in gioco chitarre, clarinetti, sassofoni, campanelle, percussioni soft ed una voce da vero uomo del sud.

Più passano gli anni, più quella barba cresce. Che sia lei a donare inventiva al trentaseienne proprietario? Oppure che sia lei stessa a cantare, suonare e fare tutto il resto? No, è bravo Barbasam di suo. Dobbiamo rassegnarci al fatto ed apprezzare.
A noi piace questo elemento.

Pro

Contro

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