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  • Isis: Panopticon

    Isis

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Summa e zenith dell’esperienza ISIS

“Panopticon” è totale, “Panopticon” è il futuro. Inaspettatamente la cosa migliore che sarebbe potuta seguire al monumentale Oceanic. Rimane la grandiosità, la spazialità; la classe sale ad un altro livello, viene assimilato anche l’art-rock, la trasformazione è già così perfetta che sembra quasi fosse semplice e naturale, l’unica possibile. “Panopticon” è umano, gli ISIS incontrano i Mogwai, assorbono e metabolizzano il post-rock. Un passaggio dalla emozionalità monumentale, grandiosa a quella intima, umana, altrettanto gigante. Aaron Turner è sorprende, non l’avevamo mai sentito in melodie vocali come queste, il cantato viene usato con la solita parsimonia e lo scream hardcore lascia più spazio al caratteristico pulito “sporco”, una sorta di urlo etereo, uno schiamazzo delicato. La struttura non ha subito particolari modifiche; “Panopticon” è più compatto, ci sono pause strumentali, ci sono aperture sognanti, chiavi armoniche maggiori (“Backlit”) ma le composizioni non divagano mai, sono sempre concentrate sul proprio scopo. C’è il solito movimento-Carry™ (evidente su “In Fiction”), con il lungo crescendo di strati che si sovrappongono ed il boato di distorsioni finali, ci sono le ritmiche sincopate del prog-rock mischiate e mascherate dal classico rullante-cassa, ci sono gli zenith emozionali voce-chitarre (“Syndic Calls” / “So Did We”), è il blocco di musica più completo ed eterogeneo che ci si potesse auspicare, e poco male se non ci sono sperimentalismi estremi, non aver mai sentito tutto questo amalgamato così bene è già un’ innovazione di per sé. Per assurdo, più gli ISIS assorbono influenze, si affinano, crescono in sapienza, capacità, generando la propria ultima concezione musicale, più questa miracolosamente si fa vicina a un qualsiasi tipo di utenza. Difetti? Una volta su cento, se dell’umore sbagliato, se si è incendiata la casa, vi hanno versato zucchero nel serbatoio della macchina e spalmato di marmellata il lettore CD, lo potreste trovare a tratti ripetitivo. In quei rari casi, sarete giustificati a saltare “Altered Course” e passare direttamente a “Grinning Mouths”.

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