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Italia amore mio

Ci siamo lamentati per anni del fatto che in Italia non si riuscisse a sentire un gruppo veramente genuino che mettesse in musica tutte le palate di sterco che il nostro belpaese ci tira in faccia ogni giorno. Poi arrivò il Teatro Degli Orrori con “L’Impero Delle Tenebre” e fummo tutti ben felici.

Con l’ultimo “A Sangue Freddo” però qualcosa è cambiato. Capovilla e soci hanno dato a intendere che non hanno intenzione di sedersi sugli allori e rifare lo stesso disco due volte. Le strutture armoniche si fanno più complesse, le linee vocali più studiate e meno selvagge, il suono generale perde in marciume ma guadagna in pulizia e definizione… li abbiamo persi, è stato il primo pensiero di molti.
Primo pensiero che tuttavia dura non più di un paio di ascolti, quando ci si rende conto che il gruppo è maturato e ci tiene a dire la sua ancora una volta in un modo originale e personale. Se da una parte abbiamo perso le varie “Carrarmatorock” e “E Lei Venne” dall’altra abbiamo guadagnato una “A Sangue Freddo” perfetta nel coniugare le boradate jesuslizardiane ad una linea di voce fortemente catchy, il tutto inserito in un pezzo dal tiro micidiale.
Ma soprattutto abbiamo due nuove prove di gran classe come “Majakowskij” e “Die Zeit”, due episodi in cui il gruppo mostra di non aver paura di osare, di sperimentare con suoni e strutture atipici.

Ma non dimentichiamo che è sul palco che il gruppo deflagra in tutta la sua potenza: se volete veramente entrare nel loro mondo dovete vederli dal vivo, la carica che sprigionano è inarrestabile, grazie soprattutto all’istrionico Capovilla che non si fa problemi a lanciarsi tra il pubblico scatenando l’inferno.

Oggi dobbiamo fare però i conti con un grave fatto, ovvero il recente abbandono di Giulio Ragno Favero, probabilmente colui che più ha contribuito a rendere i due dischi del gruppo così memorabili grazie alla sua lunga esperienza come produttore e arrangiatore. Pare comunque che la sua collaborazione col gruppo non sia ancora terminata e che parteciperà alla composizione di un nuovo disco del gruppo scritto e pensato per essere portato a teatro, quello vero.
Nel frattempo entrano in sostituzione Nicola Manzan e Tommaso Mantelli e la storia continua. Una storia che ci sta appassionando sempre di più perché per una volta, finalmente, qualcuno è riuscito a rispondere alle palate di sterco di cui sopra. Speriamo possano non smettere mai…

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