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Da una passione adolescenziale per il cortometraggio e una fortunatissima collaborazione con la Gialappa’s Band nasce il fenomeno Maccio Capatonda, nome d’arte del giovane regista, attore e sceneggiatore di soggetti comici e parodistici Marcello Macchia.

Dopo aver prodotto la serie TV “Mario” per MTV raccogliendo il plauso di critica e pubblico, Maccio sbarca anche al cinema. “Italiano medio” è il cruccio di Giulio Verme, il protagonista che, sin da giovanissimo, ha un atteggiamento molto critico di fronte al menefreghismo e ai vizi dei cittadini telespettatori intorno a lui. Ambientalista, vegano, impegnato sul sociale, ossessionato dalla raccolta differenziata e cultore dei topi come animali domestici, Giulio sconvolge la propria esistenza grazie a un pillola procuratagli da un vecchio compagno di scuola (Herbert Ballerina), capace di ridurre la funzionalità del suo encefalo al solo 2%.

Lontano dalla raffinatezza di messaggi e sottotesti presenti in “Mario”, “Italiano medio” risulterà quasi indistinguibile dal classico cinepanettone per chi sia a digiuno delle precedenti opere di Marcello Macchia. Per i fan invece è una continua cascata di vecchi tormentoni e citazioni “dotte”, montate in maniera dinamica e divertente su una nuova storia, a cui forse avrebbe giovato un messaggio meno di compromesso quando si criticano il mondo della tv e quello dell’ambientalismo.

Insomma, se non ritenete questa tipologia di comicità una sciocchezza, si ride e si ride di gusto; merito dei soliti giochi linguistici, del non sense dilagante e delle micidiali uscite di Herbert Ballerina.

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