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Itisagooddaytodie

A giorni uscirà anche in Italia “Inglourious Basterds”.
“Inglourious Basterds” è il nuovo film di Quentin Tarantino.
Quentino Tarantino è morbosamente innamorato dell’assassinio.
No, meglio. Quentin Tarantino è un pornografo dell’assassinio. L’ha esplorato in tutte le salse e modalità: sparatorie, omicidi a sangue freddo, decapitazioni con armi da taglio dell’Estremo Oriente, mosse alla Ken Shiro. Ce l’ha mostrato e suggerito, raccontato e deprecato, ne ha fatto apologie e l’ha omaggiato.

Eppure, a ben vedere, Quentin Tarantino è più che altro un pornografo dell’assassino. Pensateci: quando qualcuno muore in suo film, il riflettore è sempre puntato su chi compie il gesto. L’uccisore è l’eroe, l’ucciso è lo strumento per ottenere l’eterna gloria.

Il che è un peccato, perché la storia del cinema è costellata di vicende di maschi con il pene gigante, che si fanno uccidere in modi che ne ingrossano le parti intime al solo pensarci. Uomini talmente uomini che il solo nominarli può trasformare cinque Hell’s Angels a caso nei Village People. Monumenti alla virilità e al CAZZO, persone per cui, dopo la morte, è stata organizzata una gang bang vichinga di benvenuto nel Valhalla.
Stiamo parlando, per esempio, dei sette di cui leggerete nelle prossime pagine.

Non è neanche necessario specificare, ovviamente, che tutto ciò che segue contiene grandi quantità di spoiler. Capito? Spoiler. SPOILER.
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Chi: Josh Hartnett e le sue adenoidi.
In che film: “30 Days Of Night” (David Slade, 2007).
Come: Bruciato dalla luce del Sole perché, sapete, Josh Hartnett si fa volontariamente trasformare in un vampiro per godersi dieci minuti di superpoteri.

Se c’è una cosa più virile di Josh Hartnett sono le sue adenoidi. Josh Hartnett parla come Tom Waits vestito da Darth Vader. È solo grazie alla sua profondissima, baritonale e sexyssima voce che riesce a sfuggire a un branco di vampiri incazzati capitanati da John Huston truccato da cantante black metal. La voce di Josh Hartnett, infatti, è talmente bassa che fa tutto il giro ed emette ultrasuoni – non ultrasuoni del genere “ti faccio esplodere i calcoli ai reni” ma ultrasuoni del genere “faccio impazzire tutti i pipistrelli della regione”.
Già, i pipistrelli.

C’è solo una cosa che potrebbe rendere Josh Hartnett ancora più virile. E no, non è portarsi a letto Shannyn Sossamon.
No, Josh Hartnett conosce il modo, e anche John Huston lo conosce: in fondo, è stato lui a creare Wolverine.
Già. L’unico modo per rendere Josh Hartnett ancora più virile è farlo diventare Wolverine.
Il che significa donargli i superpoteri.
Il che significa che Josh Hartnett stesso, dopo essere sfuggito alla vampirizzazione per un’ora e mezza di film, decide che è giunto il momento di farsi crescere i canini, mettere le lenti a contatto nere e andare a un concerto di Marilyn Manson.
Complimenti, Josh! Ora anche tu sei Wolverine. E, in quanto tale, devi farti riprendere mentre dietro di te qualcosa di enorme e luminoso esplode e brucia.
Sì, Josh, la tua idea non è male. IL SOLE. Il Sole è enorme e luminoso, esplode e brucia.
No, Josh, è l’alba, non il tramonto. Non possiamo chiamare Michael Bay a girare la scena.
[PAGEBREAK] Bonus track: Il sacrificio di Neo in “Matrix Revolutions” (Andy& Larry Coso, 2003).

E così, Josh Hartnett si sacrifica per salvare la sua amata e per diventare Wolverine. Nobile intento, nevvero?
E Keanu Reeves AKA Neo AKA L’Eletto AKA Colui che riporterà l’umanità alla luce sconfiggendo i malvagi robot oppressori?
Ebbene, anche Keanu Reeves bla bla si sacrifica. E anche Keanu Reeves bla bla ha i superpoteri. E allora cos’è andato storto, Keanu Reeves?
Be’, per esempio il fatto che tu sconfigga il cattivo FACENDOTI SOVRASCRIVERE. Tu lo sai, Keanu Reeves, che questo ti rende giusto un poco meno virile di Clippy?
E poi, hai mai pensato a come reagiranno tutti quegli umani convinti di vivere in una città tecnologicamente avanzata e abitata da modelli in CG la cui breast physics farebbe impallidire Dead Or Alive quando scopriranno che in realtà NON È VERO NULLA e tutto ciò che rimane della civiltà sono quattro capanne di stracci e una decina di Mech Warrior e il vostro massimo divertimento sono giganteschi rave party nel fango?
Grazie per aver infranto la nostra splendida illusione in CG, EROE.
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Chi
: Gesù Cristo figlio di Dio.
In che film: “The Passion” (Mel Gibson, 2004).
Come: Frustato a morte, con le ferite ricoperte d’aceto, sbeffeggiato da due carabinieri, appesa a un pezzo di legno, mangiato dai corvi mentre insulta suo padre, che altri non è se non IL CREATORE DEL MONDO.

Parlando di supereroi, è difficile non citare Gesù Cristo. Cammina sull’acqua (fico!), resuscita i morti (zombie!), resuscita DAI morti (zombie fico!), trasforma l’acqua in vino (OLTRE). Certo, ci sarebbe da ridire sul design del costume, ma sono piccolezze di fronte a uno che può tirare su un party epocale partendo da una pagnotta e due sardine.
E come tutti i veri supereroi, Gesù è una figura divisa, problematica, tormentata, non una stupida sagoma bidimensionale fatta di cartone. Diciamolo una volta per tutte: Gesù > Superman e > Topolino.
Anche perché né Superman né Topolino si sono mai messi contro gli ebrei, che come tutti sanno governano il mondo per conto dei rettiliani.
Né si sono mai messi contro IDDIO ONNIPOTENTE CREATORE E SIGNORE. Perché Gesù è un eroe controverso, spesso poco convinto di quello che gli viene ordinato di fare, in sostanza un supereroe emo, preoccupato del destino dei suoi simili ma anche di salvare le chiappe, consapevole che da grandi poteri derivano grandi responsabilità. Tutto questo qualche anno prima di Spiderman e del suo cazzo di costume nero

Ecco perché, nonostante sia fondamentalmente un frignone, Gesù merita un posto in questa classifica. Perché è stato mandato a morire per volontà dei rettiliani e con il beneplacito di suo padre, il Creatore dell’Universo. Accettare tutto questo con stoica rassegnazione – non prima di essere stato ricoperto di mazzate dagli scagnozzi dei rettiliani – e, per reazione, tornare come zombie a visitare i suoi uomini, be’… cancella qualsiasi traccia di mascara dagli occhi di Gesù, sostituendola con abbondanti dosi di maschissime occhiaie.
[PAGEBREAK] Bonus track: Artax, il cavallo emo, nella “Storia Infinita” (Wolfgang Petersen, 1984).

Visto che si parlava di emoboy, come dimenticare Atreyu? Vediamo un po’: è glabro (check) e carino (check) e pulitino (check), ha lunghi capelli di un nero corvino (check) e un po’ di eyeliner (check), cavalca un bianco destriero (simbolo fallico, check) con il quale ha sviluppato un rapporto di attaccamento morboso e vagamente sensuale (check + furry check). Andando in cerca dell’efebica e triste principessa bambina (check), la quale non ha più nome ed è quindi priva di identità (significato simbolico imparato nell’ora di letteratura a scuola, check) si smarrisce in un luogo chiamato PALUDI DELLA TRISTEZZA (check overload).
Solo Jared Leto che si suicida pugnalandosi al cuore con un rossetto potrebbe essere più emo di così. Non sentite anche voi la necessità di guardare “Conan il Barbaro”?
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Chi
: Leonida e i suoi allegri compagni del Peloponneso.
In che film: “300″ (Zack Snyder, 2006).
Come: crivellato di frecce mentre rovina il make up di una drag queen CON UNA LANCIA APPUNTITA.

Leonida è maschio. Talmente maschio che il suo pene ha un pene. Comanda un esercito di spartani, culturisti misogini semi-immortali e con gli addominali scolpiti dalla CG. Gli spartani non si interessano alla vita o alla morte, all’amore o ai fiori nei campi, alla religione o ai floridi seni delle loro femmine. Tutto ciò che interessa loro è aprire culi. Oh, e gettare bambini da una rupe.
E Leonida è il più figo di tutti loro, colui che può permettersi di chiamare “checche” i suoi generali e pisciare sulla coda dei lupi mannari che, pare, al tempo prosperavano in Grecia. Di fronte al pericolo la reazione di Leonida è simile a quella di Yogi di fronte ai cestini del picnic.
Solo che Leonida non porta il cravattino
Perché sta sempre a torso nudo.
Perché i suoi addominali in CG brucerebbero qualsiasi maglietta al solo sfiorarla.

Ecco perché, quando il fratello abbronzato di Hugo Weaving in “Priscilla” si azzarda a muovere battaglia al villaggio degli Spartani, l’unica scelta lasciata a Leonida è quella di raccogliere gli amici del circolo dello scopone per andare a rompere il culo a diecimila miliardi di persiani armati fino ai denti.
Insomma, il loro capo è UNA DRAG QUEEN!
Purtroppo, se c’è una cosa che Leonida non può sconfiggere è la matematica – quelli erano gli ateniesi. E diecimila miliardi > trecento = morte certa. Quale scelta, dunque, per lo sconfitto generale peloponnese? Arrendersi alla drag queen? Passare il resto della sua vita tra pedicure e peeling? Guardare “Rent” una sera su due?
Oppure, con un gesto dall’inequivocabile significato freudiano, scagliare la propria lancia appuntita (ehm) contro il fard della drag queen, provocandole cinque giorni di sanguinamenti (ehm) e scatenandone l’ira funesta sebbene molto aggraziata, per venire poi penetrato (ehm) da centinaia di sottili frecce dalla punta appuntita (ehm), causando in tal modo una sincope a metà degli psicanalisti del mondo e, di riflesso, facendo crescere una fitta peluria sul petto della moglie?

Ecco.
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Chi
: Clint Eastwood nella parte di Clint Eastwood.
In che film: “Gran Torino” (Clint Eastwood che dirige Clint Eastwood, 2008).
Come: crivellato di colpi mentre si gratta la punta del pene.

Già, la punta del pene. Clint Eastwood è talmente uomo che nella tasca interna della giacca tiene la punta del pene, lo stesso pene che gli nasce in mezzo alle gambe, va a formare i tendini delle gambe e quattro rotule, ricopre i suoi addominali, i suoi pettorali e anche uno dei due deltoidi.
Il pene di Clint Eastwood ha anche un nome: si chiama Clint Eastwood, ed è quello che gli consiglia cosa fare quando un branco di Hmong malmena un altro Hmong fuori dalla porta di casa di Clint Eastwood. “Hmong” è un concetto che Clint Eastwood impara a padroneggiare nel corso del film, fino a sostituirlo definitivamente all’ormai obsoleto “musi gialli”. Clint Eastwood impara anche altri concetti, come “difendere il più debole”, “accettare il diverso” e “venire a patti con un passato crudele, nel quale non sono riuscito ad arrivare al record di mille vietnamiti uccisi con una singola pallottola”.
Ecco perché l’ormai saggio e quasi onnipotente Clint Eastwood viene barbaramente trucidato da un gruppo dei suddetti musi gialli mentre è sul punto di sfoderare il suo pene. I musi gialli sono solo uno strumento, un messaggio di Madre Natura che dice a Clint Eastwood: “Aspetta, il mondo non è ancora pronto a questo”.
I musi gialli finiscono in galera, altri musi gialli piangono, il mondo impara qualcosa e Clint Eastwood canta un triste blues di commiato. Luci, sipario.

Nascosto nell’ombra, Clint Eastwood, che è il pene di Clint Eastwood, attende con pazienza il 2012.
[PAGEBREAK] Bonus track: Il cattivo di “Taken” (Pierre Morel, 2008) AKA l’antipene.

Lo yin e lo yang. Il bene e il male. Il bianco e il nero. La materia e l’antimateria.
Il pene e l’antipene.
Chi sia il pene lo sappiamo già.
Ma chi è l’antipene?
Be’, sentite qui. In Francia, un tizio rapisce le turiste americane per trasformarle in prostitute al servizio degli albanesi, o qualcosa di simile. Un giorno gli capita tra le mani un pesce troppo grosso, e con “pesce troppo grosso” intendiamo qualcosa tipo “uno scippatore che prova a rubare la Numero Uno a Paperone”. Questo pesce è la figlia di Liam Neeson. Liam Neeson, che in “Taken” è contemporaneamente Ra’s al Ghul, Qui-Gon Jinn e Oscar Schindler, è un veterano della CIA, in passato coinvolto, tra le altre cose, nell’omicidio di Hitler, nell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. e nell’epidemia di Peste Nera del 1347.
Ebbene, per salvare la figlia Liam Neeson vola fino in Francia, annusa l’aria, annuisce con aria assorta, massacra metà della popolazione del Paese e va a salvare la figlia.
La quale è finita tra le braccia di un grasso sceicco arabo, che l’ha comprata e si prepara a combinarle una bella Jihad tra le mutande.
Liam Neeson lo coglie sul fatto, lo fissa negli occhi per un secondo e annuisce con aria assorta.
In quel momento, lo sceicco capisce che provare a usare il pene sulla figlia di Liam Neeson è la peggiore idea dai tempi della reunion delle Spice Girls. Sconfitto dal pene, il suo cuore esplode, e Liam Neeson annuisce con aria assorta.
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Chi
: L’intera famiglia Firefly, esclusa la madre.
In che film: “The Devil’s Rejects” (Rob Zombie, 2005)
Come: Ascoltando i Lynyrd Skynyrd.

“I reietti del diavolo” è un piccolo capolavoro di poesia ematica, una santa messa in onore della violenza e dell’estetica della violenza e dell’estetica dei redneck violenti e dell’estetica del deserto dove i redneck violenti mettono in pratica la loro violenza. È uno di quei rari film dove i protagonisti sono i cattivi e i cattivi sono davvero cattivi, non quel tipo di cattivo che in realtà ha solo avuto un’infanzia difficile perché il vicino di banco gli rubava sempre la manina gommosa delle patatine, uno di quei film dove i cattivi muoiono e a te che guardi dispiace per loro, e che tu sia uomo o donna alla fine stai piangendo ma ti è anche cresciuto il pene.

È la storia della famiglia Firefly, che uccide la gente e a volte la umilia prima di ucciderla e viene inseguita da un poliziotto che ha umiliato la loro madre prima di ucciderla e viene tradita dallo zio di colore nonostante loro siano tutti bianchi e fugge nel deserto e sulle highway con i capelli al vento, sangue sparso sul corpo e “Freebird” dei Lynyrd Skynyrd a tutto volume nello stereo.
E alla fine un precipizio, un posto di blocco pieno di poliziotti incazzati, sei stellette come in GTA e l’assolo di “Freebird” dei Lynyrd Skynyrd, e un sacco di pallottole e sorrisi sulle labbra nonostante le pallottole.

Avete letto fin qui? Complimenti, siete ora cittadini onorari della Confederazione sudista! Passate al latifondo del vecchio Cletus per ritirare il CAZZO di ordinanza e il vostro primo ciuffo di peli pubici.
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Chi
: BRUCE WILLIS (caps lock necessario).
In che film: “Armageddon” (Michael BOOOM TETTE TRAMONTO BOOM Bay, 1998).
Come: Facendo saltare in aria un intero asteroide con la sola forza del CAZZO.

Bruce Willis non è maschio. Sono i maschi che provano a essere Bruce Willis, e ovviamente non ci riescono.
Nessuno sano di mente, su questa Terra o su altri pianeti abitati, si metterebbe contro Bruce Willis. Bruce Willis abbatte gli aerei CON LE MACCHINE. Bruce Willis è il Predestinato. Bruce Willis È MORTO all’inizio del film!
Bruce Willis è talmente uomo che minaccia il ragazzo di sua figlia con un fucile a pompa. In mezzo a una piattaforma petrolifera.

Ecco perché “Armageddon”, in realtà, è un film di supereroi in cui il buono è, ovviamente, Bruce Willis, e il cattivo è un asteroide senziente proveniente da un’altra galassia.
Quella dei rettiliani.
I quali, dopo aver ucciso Gesù, hanno deciso di eliminare anche Bruce Willis. Quindi mandano il loro guerriero più pericoloso in un attacco suicida contro la Terra. Vedete, l’asteroide di “Armageddon” sta ai rettiliani come Bruce Willis sta agli umani. È come la vecchia storia della palla indistruttibile che va a sbattere contro la colonna indistruttibile: chi vincerà?
Ovviamente Bruce Willis.
Il quale si fa spedire SUL suo nemico con un’astronave carica di Ben Affleck, e lo affronta (l’asteroide, non Ben Affleck) con la sua arma più potente: IL CAZZO.

L’asteroide esploderà in miliardi di minute particelle che si disperderanno nel freddo vuoto cosmico, mentre Bruce Willis esploderà in migliaia di particelle un pochino più grosse che, ordinatamente, si dirigeranno sulla Terra, dove ricomporranno Bruce Willis giusto in tempo per fargli girare “Die Hard 4″.
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Chi
: Carlos Olivera.
In che film: “Resident Evil: Extinction” (Russell Mulcahy, 2007).
Come: 8===[…]===D

Ricapitoliamo le vicende dei primi tre capitoli di “Resident Evil”.
Milla Jovovich si chiama Alice. Milla Jovovich non si ricorda chi è. Milla Jovovich è sempre seminuda. Mila Jovovich ha i superpoteri. Milla Jovovich ammazza uno zombie deforme armato di lanciarazzi (questo nel secondo). C’è un virus. C’è un’epidemia. Il mondo viene invaso dagli zombie. Ci sono cospirazioni governative. A un certo punto ci sono un sacco di Milla Jovovich morte. Milla Jovovich frigge uno stormo di corvi zombie con la forza del pensiero. Carlos Olivera è un poliziotto e un vero maschio latino. Carlos Olivera spara agli zombie, senza smettere per un istante di essere un maschio latino. Milla Jovovich lo ama anche se, alla fine, viene morso da uno zombie e sa che presto o tardi si trasformerà.
Carlos Olivera decide dunque di morire e donare una speranza ai suoi amici (e a Milla Jovovich) grazie al suo sagrifizio.
E ora mettetevi seduti, perché alla fine della descrizione della morte di Carlos Olivera c’è una notizia per voi.
Dunque. Carlos muore alla guida di un camion. Che sta viaggiando a tutta velocità contro un’orda di zombie. Carico di gasolio e candelotti di dinamite. Che lui fa esplodere. Innescando l’esplosione con una canna accesa. In mezzo a un’orda di zombie. Con una canna. Zombie. Canna. Esplosioni.

Congratulazioni! Ora siete in dolce attesa.

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