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Ivan Romano: l’esordio discografico ve lo raccontiamo brano per brano

Presentato lo scorso 25 Agosto allo Sponz Fest di Calibri curato da Vinicio Capossela, l’esordio discografico di Ivan Romano fa subito braccia nella critica di settore regalando in questi 9 inediti (di cui l’ultimo è un noto canto tradizionale della cultura napoletana). Si intitola “L’Inventore Saltuario” ed è un bel contenitore variopinto e a tratti trasgressivo, incontro e scontro tra venature di jazz e pizzicati di arie popolari fino all’eccentrica personalità che si destreggia tra andamenti swing e un certo gusto circense a cui lo stesso Capossela ci ha ampiamente abituati. Di sicuro un disco difficile da rappresentare in poche righe di un magazine. L’ascolto è obbligatorio ma che sia di ampio respiro e di intelligentissima quiete.

“L’Inventore Saltuario”, brano per brano

L’inventore Saltuario
Tutto parte da un sogno fatto una notte di aprile, l’inventore sogna la sua donna in modo passionale, a tratti ossessionato dai suoi profumi, da suoi comportamenti sfuggenti e misteriosi, ma tutto si placa quando lui si rende conto che in fondo era solo un sogno.

Vento di Primavera
L’inventore descrive il rapporto complicato tra una madre ed una figlia adolescente, la differenza generazionale tra le due donne crea una barriera forte, una chiusura totale della figlia, l’istinto materno non mente, la madre capisce le difficoltà della figlia e con perle di saggezze le indica la strada da seguire.

La meraviglia sei tu
L’inventore descrive i momenti fragili del rapporto sentimentale con la sua donna, ma ogni volta che gli occhi dei due si incrociano egli non esita ad esternarle la sua bellezza, il suo splendore e la sua meraviglia.

Salento
L’inventore parla della vacanza trascorsa in Salento, descrive in modo semplice le scene che egli stesso vive, raccontando la vita di stenti da pescatore di un padre e di un figlio. Disegna il paesaggio e le sue rocce da cui si aprono splendide grotte lungo la costa adriatica, sopra le quali si scorgono folti vegetazioni di ulivi secolari, la cui produzione di olio servirà a condire la cena di tanti innamorati.

Sarebbe inutile
L’inventore descrive gli alti e bassi che una coppia normalmente vive, i tanti momenti in cui si pensa di rimanere da soli, quegli attimi dove la gelosia acceca il vero sentimento, ma la sensibilità dell’essere umano riesce a far superare ogni ostacolo.

Ma è difficile farlo
L’inventore descrive il motivo e la voglia che spinge una persona a cercare nuovi mondi, a provare nuove emozioni. Cambiamenti dettati dalla curiosità, dalle delusioni e dalla voglia di avventurarsi in nuove esperienze di vita.

Irpinia
L’inventore descrive con animo “Irpino” la sensazione di un uomo che emigra. Durante il suo viaggio di stenti ripensa alla sua terra, con la sua storia e le sue bellezze. Dopo tanti anni di sacrifici fatti a migliaia di Km da casa, ritorna nella sua amata terra, ma un destino crudele “la morte” frantuma i suoi sogni.

Ricordati che la vita è uno scambio
L’inventore descrive in modo ironico la vita quotidiana, il caos che ci circonda, i rapporti tra esseri umani accecati dal materialismo, la superficialità degli uomini nei rapporti con i suoi simili. Egli rammenda che “La vita è uno scambio, un dare avere bilanciato nel tempo”.

Voce ‘e notte
Una canzone classica napoletana scritta più di un secolo fa (1903) riadattata in chiave Folk.

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