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Jack Savoretti seduce il Fabrique di Milano: report live e scaletta

Il 24 febbraio al Fabrique di Milano si è esibito Jack Savoretti. A scaldare il pubblico The Leading Guy, all’anagrafe Simone Zampieri, il cantautore folk-rock italiano di nascità ma britannico di spirito e di ispirazioni, accolto con molto entusiasmo dal pubblico milanese.
Quasi perfettamente in orario, pochi minuti dopo le nove, inizia lo spettacolo la star della serata che scioglie il ghiaccio con Sleep No More, brano omonimo dell’ultimo disco. Sul palco, oltre a Savoretti e la sua chitarra (o meglio chitarre perché durante l’esibizione ne usa più di una) una band internazionale composta da quattro membri che il cantante chiama “i suoi fratelli” , molto abili nel padroneggiare i vari strumenti: due altre chitarre, la batteria, la tastiera, la fisarmonica, l’armonica a bocca.

Il palco è semplice, total black, con luci colorate che seguono il ritmo della musica e un po’ di fumo, ma sempre abbastanza standard. Il pubblico è internazionale e di tutte le età, intorno a me si sentono quasi esclusivamente conversazioni in inglese.
Si vede che Savoretti si sente a suo agio sul palco. Italo-britannico, nelle sue canzoni racconta delle storie, scherza con il pubblico avvalendosi del suo italiano impeccabile, e una buona dose di autoironia. Savoretti nota con piacere (e un po’ di sollievo) che il club è pieno, nonostante  la fashion-week milanese.

L’artista ci regala la sua anima italiana, quella spiritosa, leggera, ogni volta che introduce un nuovo brano. Savoretti esegue un po’ tutto del suo repertorio: brani dell’ultimo disco e anche quelli un po’ più vecchi Home oppure Sweet Hurt.
Il concerto dura quasi due ore, ma senza cadere nella noia. Forse l’unica pecca è che durante i brani più energici la band copre leggermente la voce del cantante. E’ un peccato nei momenti in cui rimane da solo con la chitarra oppure tastiera/fisarmonica come durante Tight Rope. Ma Jack Savoretti dimostra che la sua voce rauca e potente dal vivo è esattamente uguale a quella nello studio, se non ancora più espressiva. Nonostante la generosa scaletta, però (22 brani includendo encore!), non c’è stato spazio per qualche cover in italiano (che noi ricordiamo bene: quando insieme a Paolo Nutini durante il suo concerto ad Assago in 2014, ha eseguito una cover di Guarda che luna di Fred Buscaglione). Complessivamente il concerto di Savoretti ci lascia soddisfatti, ma del resto è impossibile resistere al fascino di quel ragazzo della porta accanto con una voce da vero rocker.

Scaletta:
1.    Sleep No More
2.    We Are Bound
3.    Deep Waters
4.    Tie Me Down
5.    Helpless
6.    Troubled Souls
7.    Sweet Hurt
8.    I’m Yours
9.    Tight Rope
10.    Changes
11.    Soldier’s Eyes
12.    Breaking The Rules
13.    Lullaby Loving
14.    Home
15.    The Other Side Of Love
16.    Start Living in The Moment
17.    Back Where I Belong
18.    Not Worthy
19.    Catapult
20.    When We Were Lovers
Encore:
1.    Only You
2.    Written in Scars / Knock Knock (mash-up)

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