Home > Recensioni > Jackie & Ryan

Di Ami Canaan Mann avevamo apprezzato, proprio qui alla Mostra di Venezia nel 2011, il thriller morale “Texas Killing Fields“, distribuito poi in Italia con il titolo “Le paludi della morte”. La figlia di Michael Mann torna quest’anno al Lido con “Jackie & Ryan“, un dramma romantico-musicale presentato nella sezione Orizzonti.

Jackie (Katherine Heigl) è una ex cantante con problemi economici e in lotta con l’ex marito per la custodia dell’amatissima figlia Lia (Emily Alyn Lind). Ryan (Ben Barnes) è un musicista di strada abituato a viaggiare di continuo saltando sui treni. I due si incontrano per caso nello Utah, dove Jackie è tornata a vivere dopo il divorzio, e ovviamente si innamorano.

Una storia semplice, prevedibile, con più di una battuta scontata. Eppure non banale. Perché la regista individua un argomento che le sta a cuore – l’amore per la musica e la dignità del lavoro artistico – e lo mette in scena con sincerità. E c’è anche un elemento autobiografico perché Mann suona la viola e a darle lo spunto iniziale è stato l’incontro con il suonatore di banjo Nick Hans, coinvolto successivamente nel progetto come autore della colonna sonora.

Jackie in particolare è un personaggio adorabile: malgrado le difficoltà, le frustrazioni e le delusioni, non smette in alcun momento di vedere la musica come un elemento di bellezza capace di unire le persone e trasmettere gioia. Allo stesso modo, il vagabondare di Ryan non contiene amarezza nei confronti di un successo che stenta ad arrivare. A lui, semplicemente, sta a cuore scrivere e suonare della buona musica. Un piccolo film molto dolce, forse troppo. Ma è una dolcezza onesta.

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