Home > Recensioni > Jaded Heart: Perfect Insanity
  • Jaded Heart: Perfect Insanity

    Jaded Heart

    Loudvision:
    Lettori:

Correlati

Evo-lusione?

Non intendono, i Jaded Heart, frenare l’opera di evoluzione/valorizzazione del proprio songwriting. Dopo l’abbandono delle sonorità bonjoviane di Bormann e la riscoperta del made in Germany, la band sta ora tentando di uscire dalle metriche classiche e scandite dell’heavy teutonico, per fregiarsi di maggiori fantasie.

“Perfect Insanity” si avvicina così più all’hard melodic dei Pink Cream che non alle ultime release della stessa band.
La parsimonia di song immediate e corali, secondo il vecchio schema, è controbilanciata da una maggiore ponderazione delle melodie e da un’attitudine vagamente progressiva.

Noi l’abbiamo definita “ponderazione”. Ma non v’è chi non potrebbe chiamarla invece “freno” o “esaurimento inventivo”.
Che dir si voglia, qui non si gioca più sulla rima “cuore-amore”: i Jaded Heart hanno un nuovo programma elettorale…

Essere o non essere… L’interrogativo dei Jaded Heart si contorce su sé stesso, in attesa di stabilizzazione. Non è l’album immediato dei vecchi tempi, del ritornello catchy ed orecchiabile. Meno appariscenza, più sedimentazione delle idee. Attenti a non cadere, dunque, nella tentazione di un’immediata bocciatura. La fermentazione è un processo lento.

Pro

Contro

Scroll To Top