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    Jakszyk, Collins, Fripp

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Cheapperia musicale

Jakko M. Jakszyk ha fatto un colpo di telefono a Robert Fripp e Mel Collins per proporgli un progetto musicale che, anche aiutandoci con tutta la fantasia del mondo, non sapremmo come definire. A loro però dev’essere sembrato una figata.

In realtà questa avventura è parecchio indegna (soprattutto per il nome che porta).
Pare di ascoltare la OST di un film porno anni ’80 dove si sprecano i sassofoni e la cheapperia musicale. Ogni tanto danno una botta di vita con un po’ di synth, ma nulla più.

Azzeccate come il pandoro con la salsa tonnè le atmosfere orientali affiancate al cantato da band anni ’70 capelli cotonati.
Salviamo la traccia “The Light Of Day”, ma solo perché è l’ultima e allora si può tirare un sospiro di sollievo.
Nell’ordine ecco le cose a cui questo disco somiglia (in brutto):
– colonna sonora delle audiocassette di auto-aiuto.
– Peter Gabriel (se Peter Gabriel fosse stato un raver londinese 15enne).
– CD che compri scontatissimo ai grandi magazzini nella sezione “yoga fai da te”.
La copertina è bella, davvero.
Pace e bene.

Pro

Contro

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