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  • James Brown: Double Dynamite!

    James Brown

    Data di uscita: 21-02-2008

    Loudvision:
    Lettori:

It is star time, are you ready for star time?

Mr. Dynamite: è ancora tempo di commemorare il suo passato? Nonostante la ferita ancora aperta dalla sua recente scomparsa, a nostro avviso sì. Il Padrino del soul ha già ricevuto tributo di innumerevoli cover, campionature riutilizzate da artisti rap, e rivalutazioni postume: specialmente della sua fase funky, qui ritratta negli anni in cui la sua carriera veniva confinata nella nicchia del soul.
“Double Dynamite” si situa temporalmente in un periodo difficile, tra il 1980 ed il 1985, in cui le biografie lo danno come privo di nuove idee e perseguitato da problemi economici. Due i concerti, il primo al celebre Studio 54 di New York City nel 1980, il secondo al Chastain Park della sua Atlanta nel 1985; due modi di dimostrare ancora il suo attaccamento innato alla musica. A New York c’è il James Brown dominatore del palcoscenico, accompagnato da una macchina ritmica fittissima di chitarre scratchate, fiati, bassi pulsanti e percussioni che fanno capire a chiunque cosa significhino il funky anni ’70, una struttura incalzante e la potenza del beat. Meno sportivo, più celebrativo, ma sempre vissuto fino all’ultima goccia di sudore, il live ad Atlanta, dove Mr. Dynamite è appesantito, ma ancora dominato dal demone del ritmo e della sua improvvisazione vocale. In modi diversi, queste due angolazioni dimostrano la reazione alla crisi e la sincerità dell’approccio verso un’arte che gli ha regalato molto a livello umano. Il dialogo col pubblico testimonia un modo quasi unico e storico d’intendere la dimensione del concerto dal vivo, come un momento d’interazione e divertimento.[PAGEBREAK]Significa, cioè, stupire con le improvvisazioni, con i medley che ancor di più cementavano la sensazione d’intesa tra musicisti ed il leader indiscusso del palco, e riunire poi periodicamente i cuori di tutti gratificando le aspettative. Quelle di una “Sex Machine” travolgente; di una “It’s A Man’s, Man’s, Man’s World” in cui quasi sicuramente Mr. Brown avrebbe ricordato e salutato qualcuno dei suoi ‘fratelli’, artisti che hanno regalato al mondo ed alla musica qualcosa di bello, se non addirittura il meglio; le aspettative di una “Papa’s Got A Brand New Bag”, hit da classifica che riassume le conquiste di originalità del suo sound primi anni ’70, ovvero il funky al posto della melodia, il groove intricato ed il maggior spazio dedicato alla voce. Di un’immancabile “Got You (I Feel Good)” che, sebbene possa essere accorpata insieme a molti altri brani a quella biasimata fase dove il discorso musicale si fa ripetitivo, e concede troppo alla ritmica e troppo poco alla melodia, dal vivo ha un feeling ed un trascinamento così coinvolgenti che spiegano da soli il suo essere irresistibile e nel cuore di tutti.
“Double Dynamite” è Memoria della seconda rivoluzione Browniana, che non oblia comunque i suoi ritagli di melodia dove lo stream of consciousness rientra nei ranghi dell’impostazione impegnata. Ennesimo elogio alla sua istintiva e dinamica spontaneità, da vedere e sentire assolutamente.

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