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James Morrison torna a Milano, report live e scaletta del concerto

Ieri, 26 aprile, all’Alcatraz di Milano si è esibito James Morrison. Ma prima del suo arrivo, a scaldare il pubblico è stato Kelvin Jones, un giovane cantante pop connazionale di Morrisson (da tenere d’occhio).

Il palco dell’Alcatraz è illuminato da semplici luci colorate che durante l’esibizione passavano dal rosso attraverso il viola fino al blu; l’ambiente è perfetto per un concerto pop-rock come quello di James Morrison. Sul palco, oltre al cantante troviamo due backing vocals, una tastiera, una chitarra, una batteria, un organo elettronico, un basso ed alcuni piccoli strumenti a percussione.

Il concerto inizia con il volume un po’ troppo alto degli strumenti, a discapito della voce, ma fortunatamente l’errore viene corretto subito. Morrison si rivela un vero leone da palco – e dal vivo è molto più rock rispetto ai dischi – ma nel corso della serata non mancano momenti più tranquilli (come in I Won’t Let You Go e Something Right). Vestito da rockman moderno – con una semplicissima giacca di pelle, jeans neri e t-shirt bianca – il cantante presenta alcuni pezzi del suo album più recente Higher Than Here (rilasciato nel 2015) insieme alle hit come Wonderful World o Broken Strings (eseguita in duetto con una delle bravissime backing singers che sostituisce Nelly Furtado con bravura).
Morrison è un cantante versatile, riesce a passare da un genere a un altro come se niente fosse: dal rock, al pop e addiritura soul. E’ tanta la voglia di poter ascoltare la famosa e tanto attesa You Give Me Something.

Alcuni pezzi dell’artista sono accompagnati dalla chitarra, ma ciò che notiamo per certo è che il cantante è instancabile.  Proprio If You Don’t Wanna Love Me è la prova che Morrison è in ottima forma vocale.

Piccola critica per la setlist – esattamente la stessa di tutti gli ultimi concerti del cantante – strutturata bene ma, vista la ripetitività, priva di sorprese.
Durante la serata l’artista intrattiene il suo pubblico, tra un brano e l’altro, raccontando le storie legate alle canzoni: in particolare ricorda il suo ultimo show a Milano, e si lascia andare a qualche battuta poco inglese suscitando così forti risate. La platea, infatti, è piuttosto divertita e canta insieme a lui.  Questo bellissimo live di Morrison si conclude con un bel “batti cinque” con i fan della prima fila.

Scaletta:

Under the Influence
Nothing Ever Hurt Like You
I Won’t Let You Go
Stay Like This
Something Right
Wonderful World
Person I Should Have Been
Demons
Slave to the Music
Easy Love
If You Don’t Wanna Love Me
Broken Strings
I Need You Tonight
Call the Police

Encore:

Undiscovered
You Give Me Something
Higher Than Here

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