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Streghe che non stregano

Il quartetto bolognese dei Janara fonda il proprio progetto musicale (nato nel 2005) sulle antiche leggende legate alle streghe del Sannio, le Janare per l’appunto, perseguitate come incantatrici e in realtà libertarie dei culti lunari tributati alla dea Diana.

Ahinoi la musica del gruppo non ha propriamente questo potere incantatore, anche se non mancano spunti pregievoli e interessanti all’interno del loro EP d’esordio, titolato “Crocus, Mint & Fennel” e contenente sette tracce.

Il genere di appartenenza è il Goth Rock, anche se del suddetto mancano diversi elementi, a partire dalla voce della cantante, spesso troppo acuta e per ciò stridente con la cupezza, la tenebrosità e la profondità richieste. Senza voler poi troppo infierire sulla dizione inglese assolutamente da rivedere.

Piacevoli, intense e musicalmente valide “Sense” e “Sliding Skin”, dove le tastiere emergono e la chitarra dipinge scenari nordici. Un po’ poco. Nel complesso album deboluccio e ancora acerbo. Auspichiamo maturazione su più fronti.

Il Goth Rock è un genere dai confini e dagli elementi ben distinti e definiti. In questo caso mancano troppe cose: una voce convincente, un’atmosfera di oscura passione e l’autorevolezza stilistica. Non si sa se ciò è da attribuirsi ad un inizio traballante, fatto sta che il debut EP dei Janara non convince, non conquista, non tocca le corde giuste.

Pro

Contro

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