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  • Jarman: The Saint (EP)

    Jarman

    Data di uscita: 01-01-2010

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In Italia non esiste solo il pop

Promettente esordio dei romani Jarman, con un EP dal sound travolgente e grintoso. Finalmente una band che ci dimostra come in Italia si possa anche non fare pop alla Negramaro o alla Modà, per dirne due di livello mediocre ma di gran successo.

Musica strumentale, post-rock all’ennesima potenza ma con una serie di influenze molto vaste, dai Mogwai agli Explosions In The Sky, passando per Giardini di Mirò e Caspian (tutte band diversissime tra loro).

Potenza esplosiva che emerge dalle chitarre e dalla solida batteria, incalzante e molto incisiva. Nonostante non ci sia una parte cantata, i ragazzi riescono ad intrattenere alla perfezione. Avanti così.

L’apertura, affidata a “Kubrick In September”, ci mostra già quanto gas hanno da sprigionare i quattro romani. Ritmo tirato, riff che farebbero la fortuna di una qualsiasi indie-band spinta dall’NME, melodia accattivante supportata da un’impianto noise “da paura“.
“The Saint Who Taught Mussels Being Wiser” si distingue dalle altre per i continui cambi di ritmo, quasi prog. “Bioluminescence Of The Deep Sea Creatures” è il brano che si avvicina di più ai canoni classici del post-rock, con piccoli riff e una seconda chitarra che compongono un tappeto sonoro piacevole e coinvolgente, rigorosamente da apprezzare con le cuffie. La chiusura è forse la meno ispirata dell’EP, ma chiude comunque bene un esordio molto positivo.

Pro

Contro

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