Home > Recensioni > Jayueui Onduk (Hill Of Freedom)

Jayueui Onduk (Hill Of Freedom) è un film del regista sudcoreano Hong Sangsoo in concorso nella sezione Orizzonti della 71esima Mostra del Cinema di Venezia. Hong Sangsoo già nel 2010 aveva vinto al Festival di Cannes nella sezione Un Certain Regard con “Hangul (Hahaha)”.

Il film si apre con Kwon, un’insegnante di lingue che riceve un plico contenente una serie di lettere da parte di un suo collega, Mori, innamorato di lei. Nelle lettere Mori le racconta le sue avventure per rintracciarla a Seul, ma Kwon le fa cadere perdendo l’ordine cronologico in cui sono state scritte. Da questo momento, quindi, il racconto diventa un insieme di episodi in ordine casuale, con lo spettatore che, come la protagonista, deve poi dare un ordine temporale ai fatti narrati.

Proprio la forma narrativa è uno dei pochi pregi di questa pellicola di Hong Sangsoo. L’idea degli episodi in ordine sparso è ben realizzata e desta curiosità nello spettatore. Di contro, però, la storia non brilla di luce propria e non fa che mostrare un uomo annoiato che tenta di passare il tempo in attesa che la donna che ama torni. I dialoghi, come la psicologia dei personaggi, restano a un livello superficiale.

La regia è, come gli altri film del regista, essenziale e spontanea, al punto da sembrare quasi immagini di vita reale piuttosto che un film. Altro lato positivo di “Jayueui onduk” (“Hill Of Freedom”) la sua durata: coi suoi 66 minuti finisce proprio un attimo prima che Morfeo possa prendere il sopravvento.

 

Pro

Contro

Scroll To Top