Home > Recensioni > Jersey Boys

A 24 anni da “Bird”, Clint Eastwood torna a parlare di musica con l’adattamento cinematografico del musical dedicato all’ascesa e al declino del celebre gruppo The Four Seasons e del suo vocalist Frankie Valli (che figura tra i produttori).

Due giovani delinquenti del New Jersey e il gangster Gyp DeCarlo (Christopher Walken) aiuteranno Frankie Valli (John Lloyd Young) a farsi strada nel mondo della musica. Con l’arrivo del compositore Bob Gaudio (Erich Bergen) il sodalizio raggiungerà il successo commerciale, ma nuovi problemi e tensioni tra i quattro sono già dietro l’angolo.

Come la sua mesta uscita estiva suggerisce, “Jersey Boys” è un film piuttosto innocuo e poco incisivo, che vanta come pregio di essere una novità vedibile in una marea di ripescaggi degli anni passati o di pellicole ignobili che affollano la “proposta” dei distributori nell’estate italiana.

Gradevole e ben cantato dagli attori (tutte facce nuove e fresche, pescate dai cast del musical in varie città americane), rimane piuttosto canonico e distaccato per tutto il film.

Peccato, perché una partecipazione più sentita alle vicende umane dei protagonisti (vedi la figlia tossica sempre tutta perfettina, truccata e profumata… ma ti prego!) e qualche guizzo come quelli che Eastwood si concede sul gran finale avrebbe molto giovato al livello di coinvolgimento del pubblico.

Pro

Contro

Scroll To Top