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  • Jesu: Heart Ache

    Jesu

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Virgin Sinner

“Jesu” è Justin Broadrick. Justin Broadrick era il chitarrista nei Napalm Death dello stupro chiamato “Scum”, decise poi di lasciare il gruppo di Ipswich per fondare gli Head Of David (dediti ad un noiserock tremendo), infine mise su una band chiamata Godflesh (chiniamo il capo) e concluse con i Techno Animal. Justin Broadrick ritorna oggi con questa creatura chiamata appunto Jesu, ma più di one man band si potrebbe-dovrebbe parlare di progetto autarchico visto che produzione, registrazione e mix si ricollegano tutti al medesimo nome: il suo.
Due brani da venti minuti cadauno compongono questo “Heart Ache”, dove Broadrick si guarda bene dal riproporre la frenesia industriale del mostro Godflesh; rimangono certo le cadenze funeree, l’opprimente clima gotico e le possenti distorsioni da panzer, ma il tutto viene spezzato e frammentato da stacchi acustici, bassissimi accordi di pianoforte, momenti di pacifica stasi contrapposti ad atmosfere aliene simil Chrome, riuscendo così a creare un serrato clima di suspence. Anche la voce subisce stravolgimenti radicali: dalle urla moribonde e subumane dei Godflesh passiamo ad una voce calma, pulita, quasi melodica a tal punto che nella mia mente riecheggiava la voce di Jonas Renkse (Katatonia) in “Discouraged Ones”, anche se più che lanciare messaggi di depressione acuta sorgono quelli di disgusto e di una resa incondizionata alla terrificante condizione umana. “Heart Ache” è un ipnotico affresco melodrammatico che pur essendo parente strettissimo dei Godflesh, non cade mai nel dub-industriale scarno e minimale (sembra proprio di assaporare la versione “corporea” dei Godflesh), ma al contrario riesce a creare una sorta di ambient quasi mistico. Un grandissimo lavoro per una delle figure più importanti del panorama musicale britannico.

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