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  • JJ Vianello: Love Rains On Me

    JJ Vianello

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Nulla di nuovo sotto la pioggia

Ancora prima di ascoltare l’album di JJ Vianello, si può intuire qualcosa semplicemente dalla copertina: non è modesto. Basta prendere in mano la confezione del CD, per capire che la sicurezza non gli manca. A confermare la prima impressione ci pensa poi la track list: finché si mette mano a Ray Charles, considerata la comunanza di genere, è un conto; ma riarrangiare in chiave jazz i Rolling Stones vuol dire essere privi di quel certo timore reverenziale.

Non che lo si possa biasimare: dalla sua, oltre ad una voce potente ed adeguatamente impostata, ha un supporto orchestrale capace e versatile. Dunque osa: gli esiti sono ibridi. Le dieci tracce dell’album si alternano con grazia fra swing e soul, accompagnate quasi interamente in inglese dalla voce di Vianello. Assoli di sax spezzano qua e là, confermando le capacità dei Soul Bullets. Tutto molto pulito, preciso.

Troppo pulito, troppo preciso. Le prime cinque tracce scorrono come un pezzo unico, difficilmente distinguibili. Laddove non rielabora, JJ non brilla per la fantasia; e nonostante la lingua d’oltremare, la banalità filtra da sotto al tappeto delle note. L’ottavo pezzo, unico in italiano, spezza la monotonia che nemmeno la cover di “Sympathy For The Devil” ha saputo arrestare, pur confermando le scarse capacità liriche dell’autore. Altri due brani fotocopia, e la parabola finisce.

Un modo per apprezzare oltre la sufficienza “Love Rains On Me” esiste: ascoltarlo in mezzo a tartine, cocktail di gamberetti ed abiti da sera. In quel tipico brusio da festa di fine primavera, o da gerontocomio. Complice la disattenzione, si riuscirà a non notare che di album come quello che si sta ascoltando ce n’è a bizzeffe.

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Contro

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