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  • Joan As Police Woman & Benjamin Lazar Davis: Let It Be You

    Reveal Records / none

    Data di uscita: 21-10-2016

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Non ci sono solo eroi e antieroi, leggende popolari e storielle di nicchia, vincitori e vinti. In breve, non c’è solo fama assoluta e anonimato. Il mondo vive nel perenne limbo degli spettri di grigi. Introduzione necessaria per parlare di Joan Wasser (aka Joan As Police Woman), multistrumentista e cantautrice newyorkese che nel tempo ha saputo farsi un nome tra gli addetti ai lavori (e non solo) collaborando con certi soggetti di nome Elton John, Lou Reed, Nick Cave e Rufus Wainwright (potrei proseguire, ma basta così, davvero)..

Let It Be You” è il suo quinto disco di studio uscito il 21 ottobre 2016. Che non è in realtà solo suo. Perché a dare il proprio contributo c’è anche Benjamin Lazar Davis, anche lui polistrumentista con un curriculum assolutamente all’altezza di Joan (Okkervil River, Cuddle Magic e Bridget Kearney).

Insomma, non stiamo parlando di due principianti. Reduci da un viaggio in Africa, i nostri eroi si sono ritrovati a condividere questa esperienza e, a differenza di una buona maggioranza della popolazione terrestre, hanno trasformato la suddetta esperienza in musica. Mica male, insomma.

Ebbene, se da un lato “Let It Be You” si fa ascoltare, nelle sue gradevoli divagazioni pop infarcite di synth, dall’altro si ha come la sensazione che Joan e Benjamin avrebbero potuto fare di meglio. La sensazione è che, date le premesse ottime con le quali ogni traccia del disco inizia, si finisca nel ritornello banalotto che sa molto di insipido (la title track ed “Easy Money“, per fare un esempio). Qualche volta, invece, i nostri costruiscono qualcosa di più memorabile (la melodica “Broke Me in Two“, i rallenty ritmici di “Satellite“, i tempi dispari in “Violet Dove“). Questo disco gioca sui climax e sulle stratificazioni: i pezzi partono sommessi ed aumentano il pathos in divenire, con numerose parti cantate in coro dai due.

Detto questo, è sicuramente un album interessante che si lascia ascoltare in tutta tranquillità. Chiamatelo furbo, o peggio ruffiano. Ma la musica questo fa: intrattiene. Possiamo allora dire “missione compiuta”.

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Contro

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