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    Jocelyn Pulsar

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Quello che farebbe un gruppo spalla

I Jocelyn Pulsar sono una specie di one man band con ospiti fissi, in cui l’one man è Francesco Pizzinelli, da Forlì. Il progetto ha alle spalle quattro album, e tra un anno compirà dieci anni di attività.

“Il Gruppo Spalla Non Fa Il Soundcheck” sono otto brani di pop inclinato al folk: 1/3 Bersani, 1/3 Lùnapop, 1/3 Bugo e la semplicità del quotidiano venata di nonsenso.
Numerosi sono i tuffi nostalgici nell’infanzia, ma non è assente uno sguardo scanzonato sulla società d’oggi, basti ascoltare “Aurelio Rosa Shocking”, con la statua di Aurelio Saffi in piazza a Forlì illuminata da faretti rosa per decisione della giunta comunale e per nessuna ragione apparente oltre al LOAL. Le composizioni sono sempre in chiave pop minimale: chitarra e voce in prima linea, ritmica non troppo varia, un piano che, quando compare, è il benvenuto.

La qualità dei testi è indiscussa e favorisce un sacco di sostantivi che finiscono per -à: ci sono tocchi di genialità, tocchi di grazia e di verità, qualche ingenuità sopra a cui si può passare. C’è anche una delle conclusioni più amare della scena musicale italiana degli ultimi tempi. È indubbio che “Il Gruppo Spalla Non Fa Il Soundcheck” nasca da una buona dose di dolore e si risolva in chiave upbeat solo per una scelta estetica di Pizzinelli. Fosse un esordio, sarebbe piacevole e a tratti folgorante; trattandosi di un quinto album, è un po’ pochino.

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Contro

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