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  • John Waite: In Real Time

    John Waite

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Rover’s Return

La voce di John Waite è uno di quei rari doni divini che ogni tanto graziano il mondo della musica, un po’ come la voce di Glenn Hughes, personaggio che con Waite condivide non solo la celestialità dell’ugola ma anche le origini (inglesi), la cittadinanza d’adozione (americana) e la rilevanza storico-musicale.

Forte di una carriera solista indelebilmente segnata dal successo planetario di “Missing You”, e di un curriculum che lo ha visto protagonista in seno ai seminali The Babys ed al super-gruppo AOR Bad English, John Waite è unanimemente riconosciuto come stella di prima grandezza in ambito melodic-rock, grazie a perle del calibro di “Best Of What I Got”, “Back On My Feet Again” e “Head First” che costituiscono la materia di cui si compone questo suo primo disco dal vivo.

Date le premesse, lecito sarebbe stato aspettarsi un album patinato ed all’insegna della melodia. Lecito, ma non scontato. In effetti il disco è stato registrato nel corso del tour dello scorso anno, in cui il nostro John si è fatto accompagnare da un classica formazione basso/batteria/chitarra, il che ha restituito a questi brani quell’immediatezza e quella controllata ruvidità che latitano nelle corrispettive versioni in studio. Ne è venuto fuori un disco live in tutti i sensi, dal piglio decisamente rock anche nei pezzi meno arrembanti. Una piacevole sorpresa, un album dal taglio inedito per un’artista che dimostra di aver ancora parecchio da dire

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Contro

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