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Johnny Casini: Port Louis, il nuovo Ep brano per brano

 

Una produzione magistrale, firmata da Phil Manzanera in persona, quella che riveste il primo EP ufficiale dell’emiliano Johnny Casini. Un disco importante per lui certamente ma anche per i nostri ascolti che finalmente, anche tra le file di chi raccoglie il testimone delle nuove voci, ritroviamo qualità e spessore invece che doversi sempre riferire al solito indie pop ormai di qualità davvero discutibile. Si intitola “Port Louis” e in questi 6 brani si afferra quel che si può dai sapori americani e da quelli inglesi, dai Kasabian ai Beatles passando per gli Artic Monkeys, grazie anche alla collaborazione di musicisti di livello mondiale come Gus Robertson (Razorlight), Javier Weyler (Stereophonics), Michael Boddy (Bryan Ferry & Roxy Music), Paddy Milner (Todd Sharpville) e Yaron Stavi (Richard Galliano, Robert Wyatt, David Gilmour). Insomma, un primo antipasto per una carriera che da Correggio (paese famoso per il nostro Liga) ha proprio avuto una vera rivoluzione in tutti i sensi. Ed ecco quel che si dice quando si parla della vita come arte dell’incontro. Sound’s good.

Johnny Casini, “Port Louis” brano per brano

Dj & Honey Girl

Cerco di spiegare la mia visione dei “locali di musica house”. Spiego perché è così difficile trovare un’amicizia o una relazione, quasi un paradosso… come appunto Dj e Honey Girl.

Dark Sunglasses

Una canzone sul mio modo di vedere la vita. Lo considero un confronto tra me e le altre persone della mia età, riguardo al modo in cui ognuno vive in modo diverso. Gli occhiali da sole sono una metafora, rappresentano un filtro da mettere sugli occhi ogni qual volta non si voglia vedere le verità della vita.

I’m Not Blind For You

Questa canzone è scritta insieme a Gus Robertson, chitarrista ed ex-componente dei Razorlight. È una canzone sulla fine di una relazione. Questa però non finisce bene, è la fine di una storia d’amore. Racconto di quanto sia difficile portare a chiusura una storia, ma che dopo tutti i problemi con l’altra persona è l’unico modo per andare avanti con la propria vita in modo sano.

My Little House

Questa canzone l’ho scritta a Londra. C’è dentro molto “blues”, perché spiego quali sono le cose che davvero mi mancano ricordando casa. Un posto tutto mio, la mia ragazza e i miei amici sono lì a casa e io sono lontano e mi mancano. Per cui cerco di condividere quel senso di mancanza. Mi ritrovo molto in questa canzone.

Night On The Balcony

Questa è la storia di una festa che abbiamo fatto a casa di un amico, in cui un po’ “alticcio” mi son dimenticato della mia vita normale, dei problemi e delle responsabilità. Cerco di descrivere quello che dal mio punto di vista è un importante senso della vita: sì te stesso, libero da catene sociali, e sì sempre puro.

This Is The Place

Altra canzone scritta in collaborazione con Gus Robertson, sempre sulla fine di una relazione, ma da un punto di vista diverso: è la storia di un uomo che rompe con la sua fidanzata ma continua ad averla in mente. Per questo motivo vuole tornare con lei.

 

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