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Johnny Depp turista a Roma

È atterrato in Italia (e subito ripartito) Johnny Depp, per il red carpet dell’atteso “The Tourist“, dove recita per la prima volta accanto alla divina Angelina Jolie. Il film, girato interamente a Venezia, con la partecipazione di molti attori italiani tra cui Christian de Sica, presenta come biglietto da visita non solo due star globalmente acclamate come sex symbol, e grandi attori, ma anche la regia di Florian Von Donnersmark, lodatissimo per il suo film premio Oscar, nonché opera prima, “Le Vite Degli Altri”, e qui al “grande salto” che dalla Germania l’ha portato a Hollywood. Proprio con “The Tourist” ha ricevuto ha ricevuto un’ulteriore consacrazione: è proprio di questi giorni infatti, la notizia della nomination ai Golden Globe del film nella categoria Best Comedy or Musical, e della Jolie e di Depp, che ha ricevuto anche un’altra nomination per il ruolo del cappellaio matto in “Alice In Wonderland” di Tim Burton.

I fans assediano l’hotel Excelsior di Roma, dove si tiene la conferenza stampa. La sala Ludovisi è gremita di giornalisti impazienti, le star si fanno attendere. Nel frattempo viene confermata la voce che dà Angelina Jolie, attesissima, come illustre assente. Rimasta bloccata dal maltempo a Berlino. Peccato. Compare Piera Detassis, direttore artistico del festival del Cinema di Roma, e finalmente Johnny Depp fa il suo ingresso: cappello alla Humphrey Bogart, occhiali scuri, anelli da bad guy, camicia con gilet e jeans stropicciati…un look sofisticato che fa di quel mix di trasandato e originalità il marchio del suo fascino da rockstar, ironico e menefreghista, con quell’aria che sembra dire: “che ci faccio qui?”, e al contempo si nutre delle luci dei riflettori. Chiariamo, è e resta un sex symbol, ma è stato un po’ triste vederlo gonfio, pesante… Accanto a lui, il regista, un tedesco cosmopolita dai modi affabili e gentili, una specie di mostro di cultura a quanto pare, tre lauree, di cui una a Oxford e un’altra in russo, di cui è stato anche insegante. Inutile dire che parla cinque lingue, fra cui anche l’italiano.

Mr. Depp, lei di solito interpreta personaggi stravaganti, che poi diventano di culto. Le sue frequenti collaborazioni con Tim Burton le hanno permesso di esprimere le sue doti istrioniche e un grande estro, in “The Tourist” invece interpreta un personaggio perfettamente normale, quasi banale, che viene coinvolto in un gioco più grande di lui… come ha affrontato questo ruolo? C’è qualcosa di lei in Frank Tupelo?
In tutti i personaggi che si interpretano c’è una parte di te. Tuttavia, questa volta ho sentito il personaggio come molto diverso da me. Con Florian abbiamo parlato a lungo di questo personaggio iper normale, tiratissimo, che però ha i suoi tic e le sue ossessioni. Quando interpreto un personaggio cerco di rimanere fedele alla sceneggiatura. Interpretare un personaggio un po’ sottotono, quasi sottotraccia può rappresentare una sfida maggiore per un attore, anche se io cerco sempre di aggiungere ai miei personaggi quel grado di interesse che possa attrarre il pubblico, che è poi l’obiettivo del regista.

Come ha vissuto la città di Venezia durante le riprese?
per un attore è una gioia e un onore girare in una città così piena di fascino come Venezia, diventa anche lei un’attrice, la primadonna che incanta tutti. Certo il nostro soggiorno a Venezia è stato reso difficoltoso dalla continua presenza dei paparazzi. Angelina è così famosa che ovunque andasse veniva costantemente inseguita dai paparazzi. Io vivevo la città dalle dieci alle due di notte, quando per strada c’era ormai poca gente, ed è stato incantevole girare per le calle di Venezia.

Mr. Depp, le faccio una domanda provocatoria, quando la smetterà di imitare Heath Ledger?
Non la smetterò di imitare Heath fino a quando non diventerò Heath Ledger. Mi accontento del mestiere umile di fare le facce per guadagnarmi da vivere.

Come ci si sente a ricevere due nomination ai Golden Globe?
È alquanto singolare…ho ricevuto due nomination nella stessa categoria, miglior attore protagonista di commedie o musical, quindi sono in competizione con me stesso…se vuoi è un vantaggio… Tuttavia, mi fa un po’ strano proprio la competizione in sé, in un ambito artistico come il Cinema. L’importante è che si faccia Arte.
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Mr. Von Donnersmark, com’è stato lavorare con due star del calibro di Angelina Jolie e Johnny Depp?

Per me il concetto di “star” non esiste. Che cos’è una star? Una star è prima di tutto un bravo attore che ha ottenuto un grande seguito di pubblico. Non ho trovato grandi differenze nel modo di lavorare tra gli attori tedeschi de “Le Vite Degli Altri” e gli attori hollywoodiani di “The Tourist”, perché sono tutti grandi attori, anche se Johnny e Angelina sono conosciuti in tutto il mondo.

Avevo letto di una scena che è stata tagliata, di una doccia hot con Angelina e Johnny…c’era?
No, non c’era, posso garantire. A questo punto si inserisce la Detassis che lo contraddice, affermando che proprio lui ha dichiarato in un’intervista al suo giornale (Ciak – ndr) che la famigerata scena c’era eccome…Così il regista, ssorridendo tra le maliziose risatine, se la cava così: “Beh, se l’ho detto evidentemente c’era!” e poi chiede conferma a Johnny Depp, che brillantemente risponde: “stai parlando della doccia di me e Christian de Sica?”, risate generali, il mistero si infittisce…secondo noi, la scena c’era…

Nel suo paese, la Germania, la critica è stata piuttosto aspra nei confronti del suo ultimo film, interpretato come un brusco cambio di registro rispetto al lodatissimo “Le Vite Degli Altri”…
Certo ci sono persone che si aspettavano un film che come “Le Vite Degli Altri” parlasse di politica, un film più cupo rispetto a quello che ho voluto fare adesso. Per me la sfida di “The Tourist” era realizzare un film piacevole, molto gentile, in grado di mettere il pubblico di buon umore. Prima di girare questo film, avevo appena finito di scrivere una sceneggiatura che parla del suicidio, molto più inerente allo spirito de “Le Vite Degli Altri”. Ma quella sceneggiatura mi aveva messo in un posto molto cupo nella mia vita. Per questo ho voluto fare un film che fosse come un regalo di Natale, che celebrasse la leggerezza e il piacere che scaturisce dal veder recitare grandi attori.

Ci sono molti attori italiani nel suo film. Com’è stato il rapporto con Christian De Sica, che in Italia è il campione della comicità, in particolare dei film di Natale.
Per me è stato una scoperta, ci ha stupito fin dal primo giorno in cui è arrivato sul set. Non ho mai lavorato con un attore che ha questa capacità di fondere eleganza e umorismo. Quando ho mostrato il film per la prima volta a Los Angeles, negli studi della Sony, i produttori sono rimasti molto colpiti, e mi hanno chiesto: “ma chi è questo attore? Perché non viene in America? Abbiamo bisogno di lui!” Un altro attore italiano che mi piace molto e che conoscevo da prima è Alessio Boni, l’ho visto ne “La Meglio Gioventù” e mi sono detto: se un giorno farò un film in Italia lo voglio nel cast! Così l’ho chiamato e gli ho detto: “scegliti un ruolo”. Neri Marcorè poi lo adoro, conoscevo le sue numerose imitazioni di politici italiani, e ho sempre pensato che il suo non è un dono di imitazione, ma di recitazione. È un grande attore. Anche Daniele Pecci, credo che sentiremo parlare di lui. E non dimentichiamo Nino Frassica, lo avevo visto in tv nel ruolo del carabiniere, e mi sono detto: “benissimo, farà il carabiniere anche nel mio film!” Raoul Bova oltre ad essere bello è anche bravo. Il suo personaggio è importante, ha una scena in cui deve sedurre Angelina Jolie, e lei deve dirgli di no. È stato difficile far risultare credibile la scena, perché è molto difficile dire di no a Raoul Bova! Per me è sta una grande esperienza lavorare con questi grandi attori italiani, credo anche per Johnny e Angelina. Potete essere molto orgogliosi dei vostri attori.

Parte della critica le rimprovera una totale genuflessione nei confronti di un’attrice della tempra della Jolie…
Non c’è stata alcuna “genuflessione”, semplicemente ho una grande ammirazione per i grandi attori. Quando oggi abbiamo saputo delle nominations ai golden globe, sono stato molto contento della nomination al film, ma ancor di più della nomination di Johnny e Angelina.

Tutti i registi europei hanno paura di andare in America al secondo film e lavorare con una major, lei no.
Certo che ho avuto paura…ma mi piace fare qualcosa di completamente diverso ogni volta. Volevo sorprendere il pubblico, ma anche me stesso. La paura mi è completamente passata quando Johnny ha accettato il ruolo, perché avendo a disposizione due attori come Johnny e Angelina – anche se in questo caso il come è improprio perché non esistono due attori “come” Johnny e Angelina – sapevo benissimo cosa erano capaci di fare. Se non avessi mai girato un film leggero ed elegante avrei sempre avuto il rimpianto.

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