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    Jónsi

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Islanda, terra di musicanti

Jónsi, cantante/chitarrista dei Sigur Rós, conferma che la band è ufficialmente in pausa pubblicando il suo primo disco solista (il secondo se si pensa a quello in collaborazione con Alex Somers “Riceboy Sleeps”).

Ciò che ha dato alla luce non è facilmente catalogabile entro binari sicuri; potrebbero essere definizioni comode le etichette post-rock o art-pop, ma alla fine dei conti direbbero assai poco dell’album nella sua interezza. Ci troviamo davanti ad un bel disco pop, ottimamente prodotto, arricchito da sonorità digitali e orchestrali, in cui il peculiare falsetto di Jónsi si destreggia amabilmente in un continuo sali/scendi di emozioni dovuto ai frequenti cambi di intensità, marchio di fabbrica del disco.

Il caro Jónsi aveva scritto tante belle canzoni che però non si adattavano bene al contesto Sigur Rós, così le ha proposte in proprio, ed ha sfornato quello che a tutti gli effetti si può definire un gran bel disco.

Quaranta minuti di atmosfere dalla straordinaria forza figurativa, come ai tempi dei Sigur Rós, puntualmente arricchite da maestose orchestrazioni e da gorgoglii elettronici, supportati a loro volta da un drumming ricco ed originale che a volte si concede in spettacolari esplosioni sonore. Una meraviglia.

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