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La prematura scomparsa di Ronnie James Dio ha suscitato un’ondata emotiva di dimensioni globali francamente inedita per il mondo dell’hard rock e dell’heavy metal. Il fenomeno ha coinvolto i fan, ma ha raggiunto anche, e soprattutto, i colleghi musicisti, che in quel piccolo uomo dalla grande voce hanno sempre trovato un punto di riferimento anche in senso non strettamente musicale.

La grande umanità di Ronnie James trova pochi riscontri in seno ad una scena sicuramente ricca di grandi musicisti, ma decisamente meno generosa in termini di materiale umano. Da quando il piccolo uomo ci ha lasciato, comunque, stiamo assistendo ad un autentico florilegio di tributi, commemorazioni ed amenità similari, con ratei di genuinità ad assetto variabile.

Attorno ad un unico brano inedito, “Song For Ronnie James” che fin dal titolo lascia poco spazio all’immaginazione, Jorn ha voluto raccogliere le sue personali interpretazioni di una manciata di brani provenienti dal repertorio del compianto Ronnie. Ciò che distingue questo progetto dagli altri è la scelta dei brani, meno scontata di quanto ci si poteva aspettare. Con le debite eccezioni, Jorn si è concentrato su brani meno popolari, ma non per questo meno pregnanti. Su tutte citiamo “Invisible”, “Night People” ma soprattutto “Lonely Is The World” da quel capolavoro epocale che è stato “Heaven And Hell”. Disco positivo se non altro per il suo aspetto più strettamente emotivo.

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Contro

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