Home > Recensioni > José González: In Our Nature

Lacrima in prestito

Certo è dura dover sempre fare i conti con delle cover, altrettanto dura doversi cimentare con un secondo disco che arriva quattro anni dopo il debutto e svariati ep. Ovviamente non è facile essere conosciuto per una cover di The Knife e una di Kylie Minogue, soprattutto se giri con il santino di Nick Drake in tasca e proponi una musica minimale fatta di chitarra e voce.
Se poi vieni dalla scandinavia e hai un nome che suona latino, il tutto si complica. In effetti, nessuno ha mai obiettato che le cose semplici a Josè Gonzalez non siano mai andate giù.
Lo si intuisce anche negli scarni e nervosi pizzichii che sono le strutture delle sue canzoni, intime e alienanti, storte e minimali. Quasi un pazzo, ma un pazzo di quelli buoni dopo che ha spogliato anche “Love Will Tear Us Apart” dei Joy Division dimenticandosela in uno dei suoi numerosi Ep (pur senza mai strafare alla ‘io ti odio’ Ryan Adams). Il suo coraggio, la sua accusa acustica anche contro Dio come in “Abram” o le fughe e le denunce dalla guerra di “Killing For Love”. “In Our Nature” è un disco breve, in un momento dove la sintesi sembra aver abbandonato tutti gli acustici in giro, ed è estremamente tagliente. Non è lirico come Damien Rice e nemmeno così snob come Banhart. E forse proprio per questo il suo posto se lo sta conquistando. Anche con quella lacrima presa in prestito ai Massive Attack che diventa la cover di questo suo lavoro. Dovessimo parlare per forza di genere, allora parleremmo di acoustic dark.

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