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  • Josh T. Pearson: Last Of The Country Gentlemen

    Josh T. Pearson

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Barba insabbiata

Intimo nel suono come può esserlo solo Conor Oberst dei Brigh Eyes, Josh impugna la sua chitarra acustica e mettendo da parte la sua lunga barba suona le sei corde con una calma da record, quasi come se fossero le sue ultime cose preziose rimaste.

Il nostro texano barbuto, reduce da un album suonato con i Lift To Experience, minimal nel suo rock country punta sulla passione, sulla sua voce e sulla sua chitarra per produrre qualcosa che scava dentro di noi.

Le sette canzoni, che durano un’infinità, rischiano di rendere l’album non adatto per tutti i momenti della giornata, anzi risulta proprio difficile trovare tempo per l’ascolto filato di tutto il CD.

Bravo è bravo, ma sarà l’estate che si avvicina sempre più, sarà anche un po’ per i fiori che iniziano a sbocciare, questa eccessiva gentilezza di Josh lascia il tempo che trova.

Anche l’assenza della batteria gioca una carta importante nella difficoltà d’ascolto di “Last Of The Country Gentlemen”. I vuoti musicali a volte vengono sostituiti da un violino troppo timido per reclamare un posto in prima fila nel debutto di Josh.

Un classico per gli amanti del genere, un arido deserto da superare per chi non ha le orecchie abbastanza insabbiate e accaldate.

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Contro

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