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Joss Whedon presenta Avengers: Age of Ultron a Milano

In occasione del globale e intenso tour promozionale di “Avengers: Age of Ultron” (qui la recensione), il regista Joss Whedon ha incontrato anche la stampa italiana a Milano. D’altronde Whedon ha legami sin dall’infanzia con il Bel Paese e ha girato buona parte delle scene d’azione del film in Valle d’Aosta, trasformando il Forte di Bard in uno degli ultimi rifugi dell’Hydra.

La Valle d’Aosta si è aggiudicata questa importante vetrina con un’arma segreta: «Abbiamo visitato tante location ma nessuna ci ha convinto come il forte: l’avete visto? Era già tutto lì: maestoso, imponente, bellissimo, non abbiamo dovuto aggiungere altro. Inoltre la valle è così ospitale e gli abitanti divertenti. Ci hanno offerto vino, molto, molto vino. Forse ci hanno convinti così!».

I ricordi di Joss Whedon legati all’Italia risalgono all’adolescenza: «Mia madre adorava visitare l’Italia e ci siamo venuti spesso. Alloggiavamo vicino a Cortona, e io e mio fratello abbiamo visitato tante città: Roma, Orvieto, Firenze… Ce ne siamo innamorati. Raramente ho “sentito” qualcosa in maniera così forte… Forse solo la cucina di mia madre è altrettanto evocativa». Non manca poi un’influenza più cinematografica: «Amo Sergio Leone. È stato davvero bellissimo poter cominciare a girare il primo giorno di “Age of Ultron” nella sua terra, in quei vicoli che tanto ricordavano le sue atmosfere western».

Quindi lo spirito italiano ha aiutato a creare ancora una volta lo spirito Marvel. «Sì. Alla fine funziona perché c’è davvero un po’ di tutto: la componente science fiction, il dramma, l’azione, l’eroismo e anche l’umorismo. L’umorismo sulle situazioni, ma non verso di sé è forse l’aspetto che ci differenzia di più dal mondo dei fumetti DC».

Un mondo cartaceo in forte difficoltà: «Purtroppo ormai i comics veri e propri li leggono solo i vecchietti come me, ed è un vero peccato, perché ci sono delle menti geniali che ci lavorano. Sono fortunato ad essere Joss, l’appassionato che può fare film perché vive in questo momento, ma in quanto scrittore di storie per il cartaceo è davvero necessario che il mondo dei comics sappia reinventarsi. Quante volte potranno creare un reboot di Spider-Man prima che alla gente non importi più nulla?».

Il mondo dei cinecomics sembra invece godere di ottima salute, e forse di sovrappopolamento: «Tuttavia il mondo dei cinecomics si sostenta da sé, anche per “Age of Ultron” abbiamo preso davvero poco dall’arco narrativo originale e ci abbiamo lavorato su. Il mondo cinematografico si autosostenta, ha solo bisogno di spunti, ma corre su un binario parallelo».

C’è sempre qualcosa di nuovo anche al cinema però: «Stavolta abbiamo potuto usare i droni ed è stato fantastico: in Corea e nel Regno Unito ci hanno permesso di fare riprese impossibili per elicotteri e gru. Sono un grande fan dei droni, almeno finché non sganciano bombe sulla gente».

Con i social network invece Joss Whedon ha un rapporto molto più conflittuale e non può mancare una nota di rimpianto per l’intero affaireJurassic World” (Whedon aveva definito «sessista» una delle prime clip del film diffuse online, ndr): «Avere Twitter in tasca è fantastico, ti permette di metterti in contatto vero con persone che ammiri e stimi. Putroppo però spesso porta anche dell’odio, puro e semplice, che sta cambiando in peggio la nostra cultura e che è poco sostenibile per il mio fragile ego (ride, ndr). A volte con Twitter è davvero difficile ricordare che un’idea puoi semplicemente pensarla e non c’è sempre bisogno di digitarla».

Questioni davvero importanti: è più forte Hulk o Thor? Joss è risoluto: «Hulk, ma in uno scontro probabilmente Thor potrebbe avere la meglio». Sul Vendicatore del cuore invece sorprende: «Forse la Vedova Nera e non perché è donna, bensì perché è la più debole ma ha le sue tecniche, la più oscura. Mi è piaciuto molto discuterne con Scarlett Johansson e avere la possibilità di mostrare finalmente qualcosa del suo oscuro passato, dopo tanto tempo trascorso sulle scene. Sulla svolta romantica invece sono stato molto criticato, ma sono contento di averla realizzata».

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