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Judas Priest alla Milano Summer Arena 2015, report live e scaletta

23 giugno 2015, a cercare di tenere alta la temperatura di un’estate non ancora decollata, ci sono i Judas Priest in concerto al Summer Arena del Forum di Assago, Milano.

 

Sono passate poche settimane dal concerto-bolgia dei Metallica alla Summer Arena del Forum di Assago, ma il luogo non sembra lo stesso. Spazi ampi, affluenza del pubblico ridotta di un terzo abbondante, spianata di asfalto interrotta a metà da una parete divisoria per diminuire questa impressione dal palco, gadget degli sponsor distribuiti a gogo.

 

I Five Finger Death Punch sono l’unica band di spalla per i Judas Priest. Per quaranta minuti circa, il metalcore suonato da questa formazione con le radici a Las Vegas intrattiene il pubblico e riscontra anche l’approvazione di numerosi fan.

L’atmosfera è rilassata e il clima serale è davvero gradevole. Il pubblico è composito per età e per gruppi rappresentati sulle magliette. Non sono ancora le 20.30 che l’intro costituito da “War Pigs” dei Black Sabbath, fusa con l’attacco di “Battle Cry”, si spande nell’aria. Pochi istanti e l’immenso telo col nome della band si affloscia sul palco e il combo di Birmingham si presenta al pubblico, finalmente in acclamazione. È così, con l’esecuzione della recente ma decisamente old style “Dragonaut”, che inizia un concerto che per lunga parte metterà in scena un Rob Halford con la voce a mille. La scaletta riserva attenzioni particolari per l’ultimo nato in casa Judas Priest, “Redeemer Of Souls” (2014): oltre all’opener già citata, anche “Halls of Valhalla” fa eccellente mostra di sé dal vivo. La band pesca almeno una traccia da gran parte dei propri album passati, senza tralasciare le origini attraverso l’esecuzione di “Victim Of Changes” e “Beyond The Realms Of Death”, entrambe registrate durante i Seventies. Splendida, tra le altre, “Love Bites”.

Tra i musicisti, l’ultimo arrivato Richie Faulkner si dimena senza tregua per aizzare un pubblico in realtà piuttosto pacifico. Vedendo il suo lavoro alle sei corde, nessuno potrebbe pensare che abbia ancora qualcosa da dimostrare. “Breaking The Law” segna l’apice del concerto e del coinvolgimento, ma anche l’inizio di qualche incertezza per l’ugola del 63enne Halford. I tentativi di far cantare il pubblico durante una pausa lasciano il tempo che trovano. Per il resto, i volumi sono equilibrati e soddisfacenti. Gli ultimi grandi classici proposti rappresentano un talento proprio della band, essere trait d’union tra hard rock ed heavy metal. Il suggello arriva con l’irosa “Painkiller”, brano-alfiere di uno dei migliori album nella storia di tutta la musica rock, seguita dai saluti al termine di “Living After Midnight”.

 

I Judas Priest hanno suonato all’incirca per un’ora e quaranta minuti. Soprattutto, hanno dimostrato che i “Defenders Of The Faith”, ancora e sempre agghindati con pelle, cuoio e borchie, sono ancora completamente credibili. Saluti, applausi e tutti a casa, la Summer Arena di Assago si svuota in pochi minuti (Guarda la fotogallery del concerto dei Judas Priest)

 

La scaletta del concerto dei Judas Priest alla Summer Arena del Forum di Assago, Milano

 

Intro War Pigs (Black Sabbath) + Battle Cry

Dragonaut

Metal Gods

Devil’s Child

Victim of Changes

Halls of Valhalla

Love Bites

March of the Damned

Turbo Lover

Redeemer of Souls

Beyond the Realms of Death

Jawbreaker

Breaking the Law

Hell Bent for Leather

 

Encore:

The Hellion + Electric Eye

You’ve Got Another Thing Comin’

Richie Faulkner’s solo

 

Encore 2:

Painkiller

Living After Midnight

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