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Judas Priest: The Chosen Few

La truffa dell’anno

L’industria discografica in crisi? Crisi una mazza se ci si può permettere di far squillare le trombe per pubblicare aria fritta.
Ecco la millesima raccolta dei Judas Priest ad essere pubblicata in meno di dieci anni e che raccoglie come al solito solo i brani più noti del periodo conclusosi nel 1990.

E a che pro? Ah sì, sono stati scelti da altre rockstar famose con giustificazione personale citata sul libretto. Ma io posso comprarmi un CD a prezzo pieno nel 2011 per leggermi l’opinione di Lemmy, Lars Ulrich o Vinnie Paul? Manco fossero Carlo Rubbia o la Montalcini che ci svelano qualche legge fisica straordinaria. Ma stiamo scherzando?

Questa è una truffa e come tale è da evitare e denunciare. Vergogna.

Che scrive è un grande fan dei Judas da tempo immemore. E l’incazzatura e la delusione per queste cose è notevole. Una raccolta del genere, senza inediti, senza neanche versioni alternative o live o quant’altro a giustificarne l’esistenza sa solo di falso e di presa in giro. Chiunque si lasci intortare a comprare sta roba solo per leggere il motivo per cui a Ozzy piace “The Ripper” merita di sposarsi Sharon Osbourne.

Pro

Contro

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