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    Julia Holter

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Tra onirismo e realtà

“Loud City Song” è il terzo disco pubblicato dalla giovane artista Julia Holter. Registrato nella città di Los Angeles e pubblicato dalla mitica Domino Records. Un disco che contiene nove canzoni, per un totale di 44 minuti.
Una piccola suite, dove lo strumento principale è la limpida voce di Julia, la quale viene accompagnata all’occorrenza da un’orchestra di fiati, da un contrabbasso e da un pianoforte. “World” è il brano che apre il disco e c’è solo la voce di Julia, sostenuta da un lieve coro. Si passa attraverso atmosfere jazz (“In the Green Wild”) e accenni di bossa nova (“This Is A True Heart”). “City Appearing” chiude il cerchio e gli strumenti partecipano coralmente per creare un atmosfera eterea da sogno.

L’album parte dal romanzo “Gigi” di Colette, ambientato nelle Belle Époque, dove una giovane fanciulla entra a far parte dell’alta società. È il personaggio Julia/Gigi, che indaga la propria città (da una parte la città degli angeli, dall’altra Parigi di fine secolo). Il disco assomiglia ad un musical, dove il coro accompagna il procedere della cantante. Ho avuto però la sensazione che la presenza di tutti questi specchi, illusioni e fochi fatui portino allo smarrimento e alla perdita dell’orientamento. Il confine tra realtà e sogno sembra poter cedere da un momento all’altro e dietro ad ogni angolo si nascondono spettri..

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Contro

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