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  • Julia Kent: Character

    Julia Kent

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Julia came Bach

Probabilmente molti di voi hanno ascoltato le canzoni di Antony And The Johnsons senza mai porsi problemi su chi stesse suonando il violoncello nei loro arrangiamenti. Julia Kent è il nome che dovete imprimervi nella mente e che appartiene a una violoncellista stabile a New York, arrivata al terzo LP da solista.

Nulla di questo disco ha a che fare con il puro virtuosismo o con la frivolezza; i dieci pezzi sono seri, quasi cupi, tendenti a un senso di oppressione che le basse vibrazioni delle corde d’arco emettono con spassionata schiettezza. Ce lo si immagina imbronciato e privo di senso dell’umorismo, il mix di moderno e classico che la Kent anima con le proprie dita.
Un personaggio nero, ma con sentimenti veri. Character, appunto.

Non è un azzardo quello della musicista di Vancouver, quanto piuttosto una testimonianza del fatto che essere artisti non significa per forza sorridere e godersi la vita senza pensieri, ma anzi, che spesso tale definizione coincide con l’irrequietezza dell’animo. Riuscire ad esprimere uno spettro non è facile.

Il serioso equilibrio trovato da Julia si sposa con il minimalismo dei suoi scatti e, forse, compiace nella tomba quella vecchia quercia d’un Bach.

Pro

Contro

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