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  • Julia Stone: The Memory Machine

    Julia Stone

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Ballando da sola

Senza le ipotetiche litigate tipiche tra fratello e sorella, Julia inizia un percorso parallelo, lontano dal fratello Angus, con il quale ha ottenuto notorietà grazie alla pubblicazione di tre album.

Nel ballare da sola, Julia si riscopre con nuove sfumature, sempre però timbrate con un folk acustico, fatto di sottofondi, a volte di trombe o violini, che trasmettono l’amarezza-nostalgia che solo la locandina di un vecchio film può dare.

Proprio la copertina di “The Memory Machine” può racchiudere il vero spirito di Julia, che con la solita voce tagliente e raffinata ci delizia per dieci track senza mai stancarci.

Sul suo profilo MySpace, Julia con altri fotomontaggi descrive alcune canzoni del suo nuovo album. Il binomio musica-cinema è sempre più ricorrente e la cosa non fa altro che piacere.
Dall’ascolto del disco si capisce che la mancanza del fratello è davvero minima. La macchina della memoria è ben avviata ed elaborata e, soprattutto, la voce di Julia non ha bisogno di essere affiancata, visto che ha ali per raggiungere ogni traguardo che desidera.
Ci chiediamo solamente dove porterà tutta questa invasione di musica folk acustica che sta intasando le nostre vie uditive.

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